Austerità

S
e per forza di cose Dicembre è il mese della frenesia, io mi sforzo di andare in controtendenza. Del resto, non ho regali da fare ( ed è un bene, sia per le tasche che per il sistema nervoso ), non ho auguri da rivolgere per cui risparmierò anche sugli sms; quest’anno non ho fatto neppure l’albero. Riuscire a non essere ipocriti nel periodo Natalizio è un’impresa non da poco. Per cercare di rimanere in linea con una condotta il più possibile coerente e sincera cercherò di dedicarmi alla riflessione silenziosa, attività che per altro mi riesce molto bene. Ho infatti deciso di risparmiare anche sulle parole. Cosa vuol dire tutto ciò? Significa che lascerò da parte i ghirigori, i ricami, e baderò all’essenziale. Voglio rinchiudermi nel guscio protettivo della mia famiglia, vivere nel modo più intimo possibile la festività, lasciare da parte caos e frastuono. Nessuno mi impone di fare auguri che non sento, nessuno mi ordina di fare regali solo perché spero di riceverne altrettanti. La mancanza dell’albero di Natale in casa suona tuttavia come un vero segno di cambiamento. Evidentemente nessuno qui ha realmente voglia di esteriorità, di apparenza, di dover per forza sottolineare il fatto che siamo a Natale. Ed infatti, l’8 Dicembre, giorno predicato a palle e festoni se ne è andato come se nulla fosse. A casa mia le parole non mancano mai, il tono della voce è sempre molto alto, rari i momenti di quiete; quale occasione migliore per fare un po’ di silenzio? Sto riscoprendo il lato più pragmatico della mia personalità, quella essenzialità di contenuti e di fatti che pensavo di aver perso. Non nascondo di amare talvolta le arzigogolature, le greche, il superfluo, almeno per quanto riguarda i miei scritti. Ma se riuscissi ad essere più sobrio anche nei fatti, forse ne trarrei beneficio. Dunque, austerità. Provo a buttarmi in questa nuova fase, l’ennesima delle migliaia che hanno attraversato la mia vita. Ogni adattamento alle situazioni provoca talvolta frustrazione, senso di fastidio. Natale è proprio una di queste ed io non voglio adattarmi. Basterà tutto questo a riacquistare una serenità più pura e semplice? 

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3 comments

  1. Sara, Goccia, penso che al di là delle situazioni personali di ognuno, il Natale, seppur solo per antonomasia, sia un momento da dedicare agli affetti più cari. Io quest'anno più che mai ho proprio voglia di godermi la famiglia. E' bello donare e donarsi ai bimbi e agli anziani. Grazie Goccia, cercherò di allentare la tensione, promesso!

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  2. come dice Sara è proprio difficile non essere travolti dall'effetto “Natale”.
    Io mi accontento di stare con la mia famiglia; è la cosa che, credo, sia più spontanea in questo periodo dell'anno. Ghirigori e alberi fanno solo un po' di scena, per chi vuole sentirsi immerso in atmosfera natalizia… anhce esteriormente. Nessuno però mi tocchi le lampadine!!! (sopratutto quelle che cantano i motivetti natalizi… mi fanno ricordare i momenti più belli di quando ero piccola!)
    Un saluto affettuoso, sperando che questo Natale non ti porti eccessiva tensione! ☺

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  3. E'difficile non essere travolti dal Natale. Niente è più triste dell'allegria forza. Il mostro del consumismo si è divorato anche il Natale! Io da anni mi limito mi regali, riservandoli solo ad anziani e bambini. Comunque mi oriento sulle piante o su prodotti equo-solidali, perchè spero ce sia Natale per tutti!

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