Ancòra sul tempo

D
ai e dai alla fine tutto torna, o quasi. Uno dei crucci maggiori del pendolare è far si che tutto coincida, che vi sia perfetta aderenza di tempi tra partenze ed arrivi. Potrei apparire masochista (e ne ho spesso dato dimostrazione) ma ho deciso di fruire di ben tre mezzi di trasporto diversi per raggiungere il mio luogo di lavoro. In fondo sono più comodi di quanto si possa immaginare; c’è dunque una certa soddisfazione nel giungere davanti alla bollatrice e scoprire che non hai “sforato”. Magra soddisfazione, direte Voi. Come già più volte affermato, ho fatto mia l’accezione positiva del concetto di tempo. Quando si parla di spostamenti, lo si maledice, gli sguardi all’orologio finiscono con il diventare veri e propri tic nervosi da cui è difficile liberarsi. Per quanto mi riguarda ho scelto di andare incontro al tempo, di farmelo amico; questo non significa diventarne succube, semplicemente provo a giocarci insieme. In questi primi giorni mi sono permesso di fare diverse prove allo scopo di rendere le mie “alzate” mattutine meno deleterie. E la bollatrice parla in tal senso: essa dice che il mio spirito di organizzazione non fa una grinza. Tutto mi spaventa meno il timore di non sapere come gestire il tempo, men che mai la paura di farmi sopraffare da esso. Stare qui a scarabocchiare il solito foglio a righe mentre attendo che il treno parta, lo dimostra. Che dire poi di quel tempo necessario ad accrescere la conoscenza, a farsi un’idea di ciò che mi compete, a capire il senso delle cose beh, quel tempo è mio fratello. Più passa, più mi aiuta a rendermi conscio di cosa sono, cosa faccio, dove posso arrivare. Una piccola annotazione al margine per il tempo della notte. Niente più occhi sbarrati, niente più pensieri che mi assalgono nella casa di Morfeo. Se mi diventasse amico pure lui, allora sarei in sella. Guardo l’orologio e con un sottile ghigno di piacere mi accorgo che il tempo è volato: il rumore delle porte automatiche che si chiudono annuncia la partenza. Utilizzando questo comunissimo foglio a righe non mi accorgo di quanto scrivo, dunque mi fermo. Non vorrei che il piacere che provo nel far scorrere la penna diventi proporzionale alla Vostra insofferenza.

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3 comments

  1. Enzo leggere i tuoi post non può provocare insofferenza, almeno per quanto mi riguarda 🙂
    La soddisfazione con cui scrivi è davvero significativa, perchè permette di condividere, spero, parte delle tue emozioni.
    Come post sul tempo ci hai proprio azzeccato! Buona giornata!

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