Sveglia alle 6.00

P
osso affermare con sufficiente sicurezza di aver superato la fase 1. Il mio corpo sta reagendo bene alle sollecitazioni esterne ( viaggi, stress, pranzi veloci ) e ho finalmente ripreso con una certa regolarità l’attività fisica. E’ andata come immaginavo: rompere d’improvviso certi ritmi e tempi cui si aveva fatto ormai l’abitudine ha provocato qualche sconquasso nel metabolismo. Sono molto felice di aver azzeccato questa previsione e mi sento molto bene. So che, a parte le occhiaie perenni, non temo più che mi si faccia qualche apprezzamento negativo sulle mie condizioni fisiche come è accaduto nel recente passato. Manca ancora molto alla mia prima pedalata ma questo sole splendido di oggi già solletica la voglia. Peccato solo per questa maledetta sveglia “biologica” che si è impossessata del mio cervello e non mi lascia più.Questa mattina ho improvvisamente aperto gli occhi, ho faticosamente alzato la testa e l’orologio segnava le 6.02 . Cosa succede in questi casi? Provo solo una volta a rigirarmi nel letto con la speranza di tornare ad abbracciare Morfeo, ma lui scappa, corre velocissimo ed io con il fiatone, mi arrendo. Automaticamente il mio cervello si mette in funzione; mi passano davanti le recenti problematiche di lavoro, persino quei pensieri che pensavo di aver buttato alle spalle con la mia nuova vita lavorativa e che, invece si ripresentano. Non che mi preoccupi di pensare troppo, ma gradirei farlo in altri momenti. Dunque la sveglia suona anche di Sabato e probabilmente di Domenica. Mi rigiro nel letto e poi finisce che mi alzo perché stare coricato senza dormire per me è illogico ( ma solo per me.. ). Poi, tra i tanti pensieri ne faccio uno: “ Se magari la sera precedente fossi uscito, mi fossi divertito, avessi scaricato in qualche modo la tensione, dormirei per forza di più”. Guai però a fare questo tipo di supposizioni perché, immediatamente sorge in me un altro amletico dubbio: “ Ma ora che ho una soddisfacente vita lavorativa (?) ancor più sarà stridente il contrasto tra il dire e il fare”. Si perché se hai la possibilità di fare qualcosa di diverso, staccare con il solito mondo dei colleghi e buttarti in qualcosa di piacevole, lo devi fare con qualcuno, no?. Ecco quindi venire a galla quel tema a me tanto caro nei giorni, nei mesi che hanno preceduto quel 20 Dicembre. L’amicizia. Non voglio, non cerco amicizie vere e di lunga data, per carità. Ma mi chiedo se ora che ho il pane, io debba lottare per avere i denti. Oppure se devo rassegnarmi a vivere una vita alternativa al lavoro all’insegna della solitudine. Probabile che tra un po’ di tempo certi argomenti torneranno a riempire i fogli bianchi di questo blog. E forse non è un brutto segno: significa che la mia vita va al di là di un viaggio a/r e di uno sportello.

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8 comments

  1. Cara Viola, mi piace il tuo commento. Fare qualcosa che ci gratifica, a prescindere dal fatto che lo si condivida o no con qualcuno, è assai importante. Io ho la fortuna di avere molti interessi, passioni che, nonostante il poco tempo libero, cerco di coltivare. Alla faccia dello sportello, la nostra vita è altrove, per fortuna!!!
    Un abbraccio.
    Enzo

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  2. Ciao Enzo. Ho sorriso leggendo il tuo post. Ieri sera come un automa ho messo la sveglia alle 7, come ogni giorno. Stamane, quando ha suonato, ho avuto qualche momento di smarrimento: ma che giorno era? dovevo andare al lavoro?! E quando ho realizzato che era sabato, mi sono messa bella comoda e ho dormito ancora un ora e mezza.
    Anch'io sto dietro ad uno sportello ma ho sempre pensato che la vita è quando non sono lì. Ho una unica amica che abita a circa 300 km: molto telefono, molti sms ma lontananza tanta. Per cui sono spesso, quasi sempre, sola. Un tempo ci soffrivo parecchio, ma l'importante è fare qualcosa che ti piace. Occupare il tempo libero con cose gratificanti trovo sia già una bella conquista. Ognuno noi deve volersi bene e cercare di vivere il meglio che può, sempre nel rispetto degli altri, ovvio. A volte sarebbe bello condividere emozioni e pareri con qualcuno ma se non c'è….penso che sia già una
    gran cosa riuscire a provare emozioni e a gioire di quello che la vita ci offre

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  3. Paolo, Giulia, Maria, Angela: innanzitutto un grazie di cuore per le vostre parole. I vostri pensieri spesso sono i miei, ma ci sono momenti in cui fatico a focalizzare la realtà e ne percepisco le sfaccettature più scure. So che gli amici sono importanti e l'amicizia ha per me un valore immenso. (Angela mi conosce da molto tempo e lo sa.. ). Ma anche voi state scoprendo questo lato del mio carattere che a volte scende nei meandri dell'apatia, dell'insoddisfazione. Poi, ritorna su. Giulia, hai ragione. Scrivere quelle parole mi ha liberato. Succede sempre ogni volta che uso la penna virtuale. Ancora grazie a tutti.

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  4. Non capisco Enzo: perché non vuoi e non cerchi amicizie vere e di lunga data?
    Hai fatto un assai significativo passo avanti per quanto riguarda il mondo del lavoro; adesso puoi guardarti serenamente attorno e, come dice Paòlo, aspettare che qualcosa arrivi quando meno te lo aspetti.
    Devi solo tenerti pronto.

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  5. Bel post Enzo, non so perché ma ho la sensazione che tu stia meglio dopo aver scritto quello che provi. Almeno è quello che percepisco leggendo queste tue parole. Vedere le tue sensazioni scritte nero su bianco ti farà stare meglio se già non l' ha fatto. Come ti ha già detto Paolo prima di me, non ti abbattere.. le amicizie più belle arrivano quando meno te lo aspetti, basta sapere aspettare e ascoltare.
    Per tutto c'è un tempo! tieni fissi gli occhi sui tuoi obiettivi e se domani mattina ti sveglierai ancora alle 6 del mattino sai cosa puoi fare? girarti dall'altra parte, svuotare la mente e riprendere a sognare. Io di solito faccio così quando fatico a dormire, penso a qualcosa di piacevole, a dei progetti e come d'incanto mi torna il sonno… 🙂

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  6. Dai non ti abbattere, gli amici arrivano quando meno te lo aspetti. Magari andando in palestra avrai modo di fare conoscenze, oppure in treno, o in tante occasioni. Non vivi in un bunker al polo Sud, devi soltanto essere meno negativo.

    Concludo con una battuta, non succede solo a me di vedere questo bel sole e pensare alla bici. Solo che poi andare in cappotto è una scocciatura, dobbiamo resistere ancora un po' di tempo 😀

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