Fase 3

D
iciamolo pure, questa settimana non è trascorsa invano. Una buona dose di incoscienza è indubbiamente servita a superare una fase cruciale della mia nuova esperienza di lavoro. Incoscienza o coraggio? Non saprei dire, ma di certo qualcuno mi ha messo nelle condizioni di essere impavido e quindi, incosciente al punto giusto. Chissà se un giorno dovrò anche ringraziarlo ma mi sento come se avessi appena attraversato quattro corsie di un’autostrada ed essere ancora lì, con il fiatone, ma salvo. E non è finita qui. La prossima settimana ( probabilmente già Lunedì ) avrà luogo la cerimonia di investitura ufficiale. Finalmente (?) disporrò di una mia postazione e prenderà il via il mio percorso in solitario. Non so se essere contento, ma di certo mi rincuora il fatto di non dover più attraversare fasi intermedie; ora si comincia e da qui in poi in linea di massima io sarò del tutto autonomo. Probabile dunque che nel corso della prossima settimana io mi ritrovi ad attraversare non corsie di autostrada bensì giungle tropicali. Mi gioverà l’incoscienza? Non credo. Penso mi tornerà più utile una consistente dose di coscienza. Fino ad ora, a prescindere dal mio grado di apprendimento, dall’irresponsabilità di scelte altrui, dalla incoscienza ( sempre altrui ), a fare la differenza è stato il coraggio. Ti trovi in mezzo ad un’autostrada, le macchine sfrecciano a velocità pazzesche. Le devi schivare. Mi sento anchilosato ma nella situazione di necessità, ho tirato fuori una forza a me stesso semisconosciuta. Essere invece perfettamente consapevoli di aver dato il massimo, di essere andati oltre l’ostacolo, contribuisce ad abbattere ogni dubbio. “Smettila di piegarti, che poi ti spezzi”, mi dice spesso una mia collega. “Non siamo macchine”, aggiunge. Ci sono, dò il mio contributo, ho voglia di imparare e alla fine della giornata so di avere dato il massimo. La mia coscienza è fiera. Avrò bisogno di pastiglie per il mal di testa ma non per combattere conflitti con il mio Io. La giornata sfugge via, la settimana anche. Ecco un “pro” della situazione. Sentirsi in trincea e affrontare l’avversario: questo il “contro”. Ho bisogno di staccare la spina. Sono soddisfatto, tremendamente soddisfatto di me. Coraggio, incoscienza, generosità: se dovessi usare tre parole per descrivere questa fase 2 non saprei sceglierne altri. E a questo punto eccola, la fase 3. Sarà probabilmente l’ultima, quella più importante. In tutta sincerità mi auguravo potesse arrivare più in là nel tempo ma, non avevo fatto i conti con l’incoscienza ( sempre altrui ). E se chi tratta la zoppo impara a zoppicare, finirò con il diventare il più impavido degli impavidi. Roba da matti. Quando pensi che la vita ti abbia formato in un certo modo ti accorgi che nulla ancora era scritto. Fase 3, arrivo. 

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