Orecchie da mercante

S
i dice che talvolta la nostra coscienza ci parla sottovoce. La coscienza di un masochista urla. La mia poi, a squarciagola. Urla e lotta strenuamente con il mio povero cervello, contro quella corazza indistruttibile che si chiama razionalità. Io mi chiedo perché debba intromettersi così maleducatamente proprio mentre, coccolato da ragionamenti e conclusioni che non fanno una grinza, il cervello vive giorni di pace. Non lo so. A volte ho bisogno di lontananza fisica, ho bisogno di ridurre le parole dette, ai minimi termini: mi serve per fare due conti e capire. E’ accaduto così, mi sono posto moltissime domande a cui sono riuscito a dare risposte soddisfacenti. Sono giunto alla conclusione che quello strano e sconosciuto sentimento che mi attraversava il cuore si chiamava indifferenza. Una serenità fatta di assenza di emozioni, positive e negative. Un equilibrio perfetto. E proprio mentre mi dondolavo beatamente sulla culla del mio risultato raggiunto, ecco , invadente, maleducata, persino arrogante, farsi largo lei. Urla, sbraita, provando in tutti i modi a stordire il mio sonno, rendendomi incapace quasi di intendere e di volere. Ma cosa vuole, mio Dio, cosa vuole da me??? E soprattutto, perché mi sta dicendo che forse i miei conti sono sbagliati? Perché vuole insinuare nella mia mente che potrei avere sbagliato qualcosa? Cerca solo di dirmi ancora una volta che nonostante la mia serenità dovrei valutare altri aspetti della situazione e, se il caso, rivedere alcune posizioni. Tutto questo mi stordisce. Siamo schiavi della nostra coscienza? O basterebbe semplicemente fare orecchie da mercante? Probabilmente i miei calcoli sono giusti, ma non posso pensare che il mio subconscio mi voglia così male. Sono ancora schiavo della mia coscienza. Non è un aspetto del tutto negativo, forse. La sostanza è questa: sento paurosamente cigolare quelle certezze acquisite nell’ultimo mese. Sto parlando di relazioni interpersonali, di quelle importanti. Speravo di aver finalmente capito quale fosse la strada giusta. Ed ora? Lei, la mia coscienza è sempre lì. Se ne sta nascosta, pronta ad approfittare di ogni mio cedimento. Voglio, esigo, fare orecchie da mercante. Come sempre, ci provo.

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