Obiettivi di Novembre

C

apita frequentemente di perdere contatto con se stessi, si smarrisce il senso dell’orientamento perdendo di vista gli obiettivi primari. I nostri. L’aggettivo possessivo in questo caso andrebbe sottolineato con una doppia riga. E’ una lezione che facciamo fatica ad imparare perché questo pazzo mondo ci obbliga a porci in relazione con il prossimo. Ma chi è questo benedetto prossimo? Cosa vuole da noi? Cosa ci dà in cambio? Se prendiamo fregature oppure veniamo in qualche modo delusi, tiriamo in ballo il fatto di non aver pensato abbastanza alle nostre priorità, ai nostri obiettivi. Se poi decidiamo di ricominciare da noi, veniamo tacciati di egoismo. Me lo dite voi qual è la strada giusta da percorrere? In una fase della mia vita in cui finalmente posso dire di aver raggiunto il massimo livello di autostima, non intendo mandare tutto all’aria, riducendomi ad elemosinare la presenza di qualcuno. Una delle mie più grandi contraddizioni sta proprio nel cercare qualcosa facendolo però, nel posto sbagliato. Non voglio arrivare a dire che la distanza annienta i rapporti, ma fisiologicamente non li può mantenere vivi. L’ossigeno è, per me, ( lo sto ripetendo alla nausea ), la presenza. Cerco qualcosa nel posto sbagliato e finisco col chiedermi perché io lo faccia. Il weekend appena trascorso rappresenta l’archetipo dell’alienazione fisica e mentale di un uomo. Se sto usando il mezzo sbagliato me ne devo rendere conto e per farlo ho bisogno di avere chiari, quelli che sono i miei obiettivi. A volte finisco con l’odiare la sola visione di foto e immagini di persone che ridono, si divertono, esaltano in maniera fin troppo vistosa il loro essere felici ( ma lo saranno poi davvero?). Colpa dei social network che amplificano tutto, colpa di un personale sentimento di invidia che ancora non riesco ad abbandonare. Insomma qui è il caso di prendere un attimo coscienza dei propri mezzi e delle proprie possibilità. E io ne ho tanti, tantissimi. Perché mai dovrei provare a volare sapendo che le ali si scioglierebbero al primo raggio di sole. L’obiettivo è? Ecco, appunto, l’obiettivo, dov’è? O devo eternamente viaggiare alla giornata sperando che tutto cambi? Non voglio ferire nessuno, ma so che chi è dotato di buon senso sa cosa voglio dire: ringrazio di cuore chi mi vuole aiutare con le parole e gli incoraggiamenti. Vi voglio bene. Ma a me non basta. Chi ascolta i miei singoli battiti? Chi può star dietro alle miei occhi fissi sul soffitto di una domenica di Novembre? Nessuno. Nessuno può. Ma grazie, vi voglio bene lo stesso.

 
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