Il grande circo

E

‘ un vero peccato che nessuno o quasi mi legga, almeno tra coloro ai quali ho promesso un caffè, un incontro, illudendomi potesse anche nascere un’amicizia in grado di riempire il grande vuoto. A volte ritornano i fantasmi; durante la settimana del delirio se ne stanno opportunamente nascosti. E hanno ragione: chi mai vorrebbe partecipare al grande circo del viaggio, della frenesia, degli orari, delle urla, per non parlare della follia dell’ambiente lavorativo. I fantasmi non amano il rumore. E la mia settimana è solo frastuono. Non è che aspetti con ansia questo momento ( gambe incrociate, luce soffusa ) perché ti aspetteresti ben altro dal fine settimana, tuttavia esso rappresenta quel particolare spicchio di pace nel quale raccolgo le idee. Peccato che pochi di quelli che ho nominato all’inizio, possano o vengano a sbirciare qui. Potrebbero capire, perché è forte il mio desiderio di dire loro che vorrei tanto, ma tanto. E’ finita una settimana che definire delirante è poco. Sono sempre più scavato, stanco, abbattuto. Ma non c’è rabbia, non c’è desiderio di vendetta verso il solito mondo o chi per esso; non c’è nemmeno stupore. Sta accadendo, è così. Sta succedendo un gran casino che poi per una buona parte è solo lavoro ed il lavoro serve per vivere. Dove sbagli ancora Enzo? Perché ti stai lasciando travolgere? Ma poi non è solo lavoro: dove la mettiamo la salute dei miei? Questa settimana è stata importante, tosta, maledettamente incerta. Mi dovreste vedere sul lavoro: sono una miccia sempre pronta ad esplodere; qualcosa è successo oppure io sto raggiungendo i livelli di allerta. Mi sono stancato di dare la colpa al grande circo là fuori, ci ho messo del mio ma, chi non rasenterebbe la follia? Chi non ha bisogno di evadere, di cercare le sue valvole di sfogo? Ma si, forse le ho; ora sono preso, travolto, non riesco a mettere ordine. E, come spesso accade, bastano dieci minuti, dieci fottutissimi minuti per rimettere le cose a posto almeno nella mente. Esattamente come le vorresti e come (purtroppo) rimarranno sempre nel cassetto dei desideri. Qualcuno sa, altri non hanno capito, qualcuno giudica, altri danno consigli. Io mi giro, cercando di ascoltare tutte le voci che si mescolano al rumore di sottofondo. Che vita caotica. Un attimo di silenzio per ripassare i volti ormai ridotti a semplici fotografie, voci di cui non ricordo il tono, gesti che sembravano destinati a diventare familiari ed invece….Ripensare a tutto questo, essere riuscito a scriverne, mi regala un po’ di pace. La tempesta però è ancora in atto.

 
circo-dipinto

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