Con il minimo sforzo

E

‘ sempre tutto molto relativo per cui, ciò che ora mi appare un’impresa, probabilmente dovrebbe essere ridimensionata a quella che si definisce “ordinaria amministrazione”. Perché l’autostima ( bassa ) è il mio male e gli obiettivi che mi pongo sembrano montagne: quando riesco a raggiungerli mi dico “bravo” ma non mi rendo conto di non aver fatto nulla di importante. Continuo a rimanere prigioniero dei miei limiti, legati in modo particolare all’incapacità di affrontare le situazioni che rompono gli argini del programmato, del ben definito soprattutto a livello mentale. E’ la totale paura dell’inaspettato, della variabile. Nel lavoro si, ma diciamo pure anche nella vita. Giungo così alla considerazione finale di sentirmi forte e capace sebbene io non abbia la più vaga idea di ciò che è e di quello che io potrei essere in grado di fare. In sostanza, non ho capito un cazzo. Ma nel mio piccolo mondo godo delle piccole vittorie, come ad esempio l’aver superato una settimana che immaginavo critica. Che bravo, ce l’ho fatta ma chissà se poi è stato solo merito mio o se non si sono verificate le condizioni tanto temute. Facciamo così, guardiamo il risultato e poniamoci questa domanda : “Enzo, come ti senti?” “Bene”, rispondo io. Tutto a posto dunque, devo comunque ritenermi soddisfatto. Quella della relatività è una teoria pericolosa per chi considera se stesso una nullità o quasi; perché si rimane incagliati nella propria visione delle cose, della propria capacità di affrontarle e si crea una scala personale molto (troppo direi) di autovalutazione. Le piacevoli sensazioni di questi ultimi giorni non nascono certo da alquanto opinabili successi lavorativi, ci mancherebbe; penso vadano ricercate in uno stato di benessere mentale che non ha una ragione concreta. I pensieri stanno scivolando via come incontrassero uno strano marchingegno capace di deviarli verso una destinazione ignota, la mente rimane libera di muoversi nel niente. Non so chi sia Enzo in questo momento: ne esiste uno o più di uno? Se non fosse che una buona parte delle persone che mi legge non mi conosce a fondo ( e non potrebbe essere diversamente ) potrei chiedere loro quale Enzo preferisce. Io mi piaccio così, non sono cambiato di una virgola ovvero: poco cuore, poco trasporto. Ma conta il risultato no? Con il minimo sforzo.

 
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