Vittoria o illusione?

O

ra ne ho la certezza. Voglio vivere quest’illusione per tutto il tempo che mi sarà concesso, fino a quando la luce ed il sole lasceranno il posto al grigio. Ho capito, a malincuore, il motivo del mio stare bene, della leggerezza, dell’incosciente e progressivo distacco da un certo Enzo: l’estate. Mi ha fregato anche quest’anno, forse più di altre volte, perché mai come ora riesco a volare. So che è una farsa. Me ne accorgo quando, come ieri, mi siedo sul letto e accendo il computer. Mi fermo, ma ho ancora tempo e vorrei utilizzarlo bene. Invece devo riposare ed il riposo evoca per un attimo i soliti pensieri. Così vado a dormire consapevole che quei pensieri torneranno e quando lo faranno, fuori sarà grigio, l’abat-jour accesa, lo schermo maledettamente luminoso. Non voglio sputare nel piatto dove ho mangiato fino a qualche mese fa ma confesso apertamente di non voler tornare quello che ero. Vorrei con tutto il cuore non si trattasse di una stupida commedia, ma non riesco ad immaginare un futuro diverso. Alti e bassi, bassi e alti. Ecco, scrivere in questo senso non mi aiuta e non so perché sono qui a farlo: se non avessi deciso di pubblicare un articolo stasera, certi pensieri non sarebbero tornati. Ma sto godendo di una bellissima illusione e non vedo perché dovrei rovinarmi questo momento. E se invece volessi negare a me stesso di essere guarito? Di avere superato la fase introspettiva? Se fosse davvero così non avrei più niente da dire, e solo da fare. Dovrei chiamare a raccolta tutte le persone che hanno vissuto con me un certo percorso e annunciare loro : “Enzo ce l’ha fatta!”. Ma poi, ce l’ha fatta a fare cosa? Probabilmente il traguardo cui mi riferisco è la definitiva vittoria sul mondo virtuale. Non c’è altro. Come già dissi qualche volta, guarire ha significato sacrificare. Non posso pensare che, coloro i quali hanno nutrito stima e rispetto nonché affetto nei miei confronti, oggi mi reputino un bastardo per essermi allontanato. Abbiamo fatto un percorso insieme, questo è già importante. So bene come ci si può sentire, io stesso ne sono stato vittima, ma occorre entrare nell’ordine di idee ( quando la distanza è il nemico ) che incontrarsi od essere amici dovrebbe prescindere dalla fisicità. Prima la pensavo esattamente all’opposto. Sono guarito, forse. Ditelo voi.

 
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