Rabbia

S

i chiama rabbia. Quando ce l’hai dentro, come un cancro divora la parte sana e buona di te, trasformandoti in una bestia affamata sempre alla ricerca di una preda da divorare. E la preda è il mondo. Non so quando si è insinuata in me, come e perché ma è fuor di dubbio che non è mai andata via. Ho paura a cercarne i motivi e so che, trovandoli, me ne vergognerei. Nulla è da ricercare nelle delusioni del passato, nella maledetta voglia di perfezione che porta a pretendere dal mondo indiscutibili certezze. Tutto trova spiegazione nella speciale sensibilità di chi percepisce ogni singola particella dell’altrui essenza, ne elabora condotte e parole per giungere sempre alla stessa conclusione: io sono diverso, io ci sto male. E ad ogni percezione, ad ogni malefica conoscenza, ecco accumularsi la solita dose di rabbia, pronta sempre ad esplodere alla prima buona occasione. Ed è quando sfoghi tutto con le parole, che la senti uscire come lava dal vulcano che scende impetuosa fino a travolgere del suo calore distruttivo, ogni lato della montagna. Senza fare caso a nulla. La rabbia è latente, mai se ne va. E mai giungerò ad una completa guarigione; stare bene (per il sottoscritto) significa avere sempre qualcosa di cui parlare, di cui lamentarsi, qualcosa che poi, non potrà mai chiamarsi perfetto. Mi piacciono gli articoli dai quali traspare un certo equilibrio emotivo; li rileggo e sembra realmente trovarsi di fronte ad un Enzo quasi in pace con se stesso, rassegnato ma tutto sommato, vivo. Sono testimonianza di come lo sforzo di trattenere la rabbia là sotto raggiunge un risultato. Non potrò mai liberarmene e dovrei,o almeno potrei, rischiare di passare per pazzo. Come? Parlare, magari urlare, dire ciò che penso. E poi cancellare, cancellare. Sto male, non posso evitarlo. Non posso evitare il contatto umano, non posso lasciare la rabbia nello sgabuzzino e far finta di nulla. C’è. Cosa può fare Enzo per vivere in pace con il mondo? Oggi ho lasciato che la rabbia uscisse, che come lava bruciasse tutto intorno. Ho sentito il desiderio di andare via da qui, da un posto che non è più il mio; ma poi so che non potrei lasciare la rabbia qui. Lei è viva, vive con me, dentro di me. Provo a raccoglierne un po’ per dire quello che penso ed avere il coraggio di passare per pazzo.

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