Rompere il silenzio

E

’ strano aver voglia di scrivere alla fine di una giornata in cui (come spesso accade) il silenzio è l’unica cosa che desideri. Basterebbe poco, lasciar scivolare queste ultime ore e poi, andarsene a dormire. Non è necessario, non c’è una legge che imponga di dire qualcosa di sensato al termine del giorno. La coscienza è pulita, ho fatto il mio dovere sacrosanto dunque, posso andare a letto. E invece mi viene voglia di scrivere, ben sapendo che si tratta del modo più delicato e rispettoso per spezzare il silenzio. Dire qualcosa. Ad esempio vorrei ricordare di come questo anno, malato terminale, abbia portato via tanta gente, lasciando ad ogni perdita una riflessione. E tanta paura, pensieri. Non voglio scrivere un articolo triste. Probabilmente potrei fermarmi qui, era questo il punto su cui avrei voluto spendere due parole. Si è davvero fortunati ad avere certe propensioni come la mia: il dialogo, la voglia di partecipare alla vita attraverso anche una sola considerazione sensata. Non abbiamo occasioni, i giorni spariscono sotto i nostri occhi e non facciamo nulla per impedirlo. So che tentare di dare un senso al quotidiano attraverso riflessioni profonde è dai più considerato una perdita di tempo. Ma non voglio certo tediare nessuno. E come vedete non lo faccio, mi limito ad andare a ruota libera. Sobrietà. Vorrei dire qualcosa al proposito: sto limitando (e senza sofferenza) la pubblica divulgazione dei miei stati emotivi. A che serve diffonderli? E poi, mi sta venendo più che naturale. Non ci sono dubbi, ho abbandonato la mia voglia di protagonismo virtuale e mi sono liberato piacevolmente dell’unico mezzo che mi consentiva di attirare l’attenzione: la solitudine. Questa sera avevo voglia di scrivere solo per convincere me stesso di aver dato un piccolo significato a questa giornata uggiosa. L’ho fatto, sono pienamente soddisfatto e posso andarmene a letto. Ora che la situazione lavorativa sembra essere tornata sui binari della tranquillità, posso tornare ad occuparmi d’altro. Ad esempio? Di quella frenetica attività mentale che mi vede sempre super impegnato a predicare, a lamentarmi, a chiedermi perché. Ora che le giornate torneranno ad essere identiche, troverò sicuramente gli argomenti per arrovellarmi il cervello. Vorrei soltanto un po’ di luce. E riuscire a liberarmi dell’oggi. 

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