Via il mantello

C’è qualcosa che non mi trattiene dallo scrivere ciò che già ho detto e ripetuto milioni di volte. Una ragione (a me sconosciuta) mi conduce qui a riportare pillole di vita quotidiana. Non me lo spiego, mi perdonerete. Bisognerebbe che ci vendessimo a piccole dosi, dovremmo cioè farci desiderare sia con la presenza che con le parole. Forse piaceremmo di più, saremmo più richiesti, qualcuno sentirebbe la mancanza. Io non ho le qualità per farlo. Sono un chiacchierone logorroico, richiamo in tutti i modi l’attenzione su di me, non sono riservato, sono del tutto prevedibile. Tutto questo nel mondo virtuale porta ad una graduale perdita di interesse da parte degli altri. Mi stavo chiedendo cosa sia necessario per essere un protagonista della piazza. Considerando il luogo ed i partecipanti, tutti più o meno se la possono giocare. Io non ho mai capito come usare lo strumento: l’ho preso troppo sul serio lasciandoci un bel po’ della mia vita privata; la cosa non è affatto strana, considerando che tutto di me finisce in questo blog. Non sono un soggetto riservato. Ho provato anche a buttarci dentro l’ironia, e per un po’ mi sono divertito. Oggi la piazza virtuale mi sta annoiando, tanto è scontata. Sinceramente rido di gusto quando vedo persone che ostentano forzatamente felicità e positivismo. Io invece sono un inguaribile realista. Sto perdendo i colpi, non sono più assalito da centinaia di “mi piace”, non mi vengono più naturali nemmeno gli aforismi. Che sta succedendo? E che ne so. Volevo solo dire qual è il mio rapporto con il virtuale in questo periodo. Riuscire a vedere ancora la luce naturale mentre il treno puzzolente mi porta a casa, significa che sto viaggiando verso la realtà. Parlo di quella a me gradita, fatta di piccolissimi sogni e prospettive di modesta levatura. Guardo la campagna e penso alla mia bici, alle giornate di sole, all’aria tiepida, persino al mare. Tutto allora ha una spiegazione: mi sto liberando del mantello invernale, di qualche ragnatela sugli occhi; persino quegli orribili pensieri del primo mattino sembrano avermi abbandonato. Non mi illudo, ma ho tutti i sintomi dell’uomo che va verso la primavera, l’ennesima luce in fondo al tunnel.

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