Fuori dal contesto

Ad un certo punto mi sono ritrovato in ufficio da solo. Uno dei rarissimi momenti di alienazione e silenzio; mi sono avvicinato ad uno dei grandi finestroni che danno sul giardinetto popolato da mamme con i bimbi e mi sono lasciato colpire dal sole. Era quasi caldo, normale data l’ora del mezzodì. Sono rimasto impassibile per almeno un minuto, senza mai guardare all’esterno ma immaginandomi in chissà quale luogo di pace, fuori dal contesto. Mi sono aggrappato al primo tiepido raggio, cercando di rimanere sospeso anche solo per un momento; si tratta di tattiche di sopravvivenza,ed è curioso che spesso sia la natura a suggerirtele. Decontestualizzare è un’esigenza soprattutto quando (come sul luogo di lavoro) rimanere ancorati all’ambiente e alle situazioni è vitale per considerarle normali, evitando così di lanciare opinioni o giudizi malevoli. L’accettazione del luogo di lavoro, delle voci e dei comportamenti è subordinata alla stretta contestualizzazione: tutto così sembra ordinario e nulla ha dell’incredibile, anomalo, assurdo. Ecco perché spesso risulto menefreghista di fronte a certe situazioni. Pare strano io ora dica questo; fino a qualche giorno fa m’incazzavo per ciò che mi stava accadendo. Succede quando perdo di vista il contesto e continuo a ragionare secondo il mio metro, come se il lavoro fosse uno di quei posti in cui debbano trionfare la ragione, l’etica, la coerenza eccetera. E allora si ha bisogno di uscire dal processo di cui, volenti o nolenti, si fa parte. Lo si può fare confidandosi con un collega che stimi oppure in totale solitudine come ho fatto io, oggi. Un momento tutto mio, privato, anche se agli occhi di qualcuno, del tutto normale. Un uomo che guarda fuori dal finestrone, in silenzio, mentre il sole gli riscalda il viso. Tutto regolare no? Posso lamentarmi in eterno della monotonia delle mie giornate ma, per renderle l’una diversa dall’altra, ne scrivo qui, consapevole di trovare le minime sfumature che le rendono comunque uniche. Il tema di oggi quindi è: mi aggrappo al sole. Rientrando a casa continuavo a ripetermi di avere bisogno di una vacanza, come se alla fine si trattasse della panacea di tutti i mali. Ogni sera, ogni rientro porta sempre con sé un desiderio di qualcosa di mio, di decontestualizzato.

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