Il mondo dei vivi

Oggi osservavo la mia scrivania piena di scartoffie. Tra cartacce, timbri ed un computer non proprio di ultima generazione, un bell’ammasso di fazzoletti di carta. Mi sono domandato se me l’avesse prescritto il medico di lavorare oggi, se non fosse stato meglio rimanere a casa. A chi ha provato ad incoraggiarmi dicendo: “Se proprio non ti senti, lascia perdere e riposati a casa”, io ho risposto : “Ma poi finirei per annoiarmi”. Giusto il tempo di rielaborare la mia risposta e realizzare che preferisco farmi una giornata di lavoro. Il che non è poi così tanto assurdo. Arrivare stanchi e spossati al Venerdì è e sarà sempre la miglior giustificazione della propria totale assenza di vita oltre il lavoro. Mi capita a volte di riflettere sulla remota eventualità che io possa tornare nel mondo dei vivi. Sarei decisamente a disagio. Come si svolgono le dinamiche al di fuori del contesto lavoro? Io ho il terrore del gruppo. Mi capita anche a livello virtuale. Ad esempio, entro a far parte di uno dei tanti che impazzano sul social network; inizialmente mi lancio poi arriva il momento tanto temuto: “stiamo organizzando una bella serata a cui siete tutti invitati”. Osservo le reazioni e noto entusiasmo, voglia di partecipazione. Io invece mi defilo. Se fosse così anche nella realtà? Viaggerei a testa bassa, passerei per timido, mentre invece quando sono solo nella stanza non desidero altro che stare in mezzo alla gente, ridere e scherzare. Anche sotto questo aspetto si evidenza la contraddizione di fondo, il volere cose che poi si tende a rifuggire. E come rincorrere se stessi senza mai acchiapparsi. Ed è quando capita di parlare con qualcuno in modo sincero che emerge un tono rassegnato, consapevole. Tornano improvvisamente i miei quarantacinque anni e la realtà dei fatti. Vuol dire che mi piace sognare? Forse si, mi accontento di immaginare un mondo nel quale potrei dare ciò che al momento è represso ma poi, quando si prospetta l’occasione concreta, ritorno un uomo adulto, fuori tempo massimo. Il dilemma è : sono fuori tempo oppure fuori dal tempo? Considerando le mie condizioni di salute e l’ora ( per me tarda ) la risposta naturale sarebbe: sono fuori. Ma volevo lasciare una piccola traccia di oggi.

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