Carezze

Stare lontano dai miei fogli è come dimenticare di chiamare una persona cara e rincuorarla del fatto che stai bene, che non ti sei dimenticato di lei. Quando non scrivo è come mancassi di quell’attenzione speciale che solo io posso dare a me stesso. A volte però capita di vivere, o di illudersi di farlo. Provi ad afferrare il tempo per dedicarlo a qualcosa di più vicino alla vita del solito letto, della stanza o della luce soffusa. Cammini in mezzo alla gente e per una volta non lo fai con l’assillo di dover raggiungere il binario ed un treno fetido. Passeggi in compagnia, bevi una birra ghiacciata, addenti un panino alla porchetta. Finalmente osservi il mondo, incroci persone di ogni tipo, concludi che comunque, saresti sempre a disagio. Ma ogni tanto te lo puoi concedere. Quando torno a scrivere è come se mi accarezzassi, mi convincessi che tutto è a posto, e che si può ricominciare. Mentirei se dicessi che non amo questa luce, queste maniche corte fuori moda e stagione, quella mania del pensiero di andare oltre, immaginando scenari pieni di colore. Lavoro di testa, provo a credere che in fondo è tutto semplice, che non sono affatto solo fino a quando mi ritroverò qui, ad accarezzarmi. E che questa luce è un’iniezione di vita, e finché ne abbiamo a disposizione, dobbiamo essere sereni. Questi lampi di vita a volte sono scomodi, nella misura in cui mi strappano alle abitudini ormai consolidate, ai tempi cui non riesco a sfuggire. Quando mi capita di vivere mi rendo conto che potrei anche non volerlo fare, così affezionato al piccolo mondo che ho creato. E questo mi fa paura. Eppure non esiste una soluzione, non posso buttarmi così di punto in bianco nella vita di altri, di chi corre più di me e della vita sta assaporando tutto il succo. Ho bisogno di persone che viaggino alla mia stessa velocità, che si limitino ad assaggiarla, la vita. Gente con un vissuto simile al mio. Ciò significa che non cambierò mai veramente. Potrò semplicemente adeguarmi, a condizione di voler condividere, di non odiare il “mal comune mezzo gaudio”. Mi offro a questo Lunedì, sapendo di avere ancora molto da dire. Rincuorato dalle mie stesse parole torno ai soliti gesti, alle scartoffie. La luce mi darà una mano considerevole.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...