Qui, adesso.

Chissà che non esca davvero un qualcosa di positivo. Che possiate finalmente leggere tra queste righe qualcosa di abbastanza vicino alla serenità. Parola grossa, eh? Stavo navigando tra le pagine di Internet in attesa di cedere al sonno, ma oggi non sono stanco. Nonostante i giorni di ferie per me non si possano mai definire tali, mi sento riposato e andrò a dormire più tardi del solito. Niente di meglio di un po’ di parole, giusto per dire come sto. Quando lavoro su di me, si tratti di corpo o di mente sono sempre pienamente soddisfatto; il gusto è doppio se mi posso concedere tutto questo senza dover per forza incastrarlo nelle sottilissime fessure che il tempo mi concede. Le solite gocce nell’oceano. Mi sto evolvendo, non sono di certo arrivato alla fine, sebbene il tempo stia facendo di me quello che vuole. E’ vero che la mia vita è solo lavoro, viaggi, viaggi e ancora lavoro. Me ne sono fatto una ragione, da questo tran-tran quotidiano ho ricavato la materia di ogni mio scritto, di tutte le discussioni in famiglia e non. I momenti di reale alienazione sono questi, gambe in posizione yoga e i miei fogli. Accarezzo in questi istanti qualcosa di simile all’equilibrio, all’ordine mentale, all’accettazione del mondo. Come sempre non ho nessuno di fronte, le mie parole si perdono sempre entro confini ben delimitati da margini ed esigenze di sintesi. Non posso permettermi di unire alle parole un sorriso, una smorfia di disappunto, uno o più gesti delle mani ad accompagnare e sostenere la tesi che sto affermando. Però va bene così. Io non so cosa cerco e cosa voglio, si presume qualcosa di molto vicino alla serenità, ma non ho chiaro cosa si vuole intendere quando la si nomina. Magari è ora, in questo momento in cui mi sento realmente sospeso per aria, capace di azzerare i conti con il quotidiano senza grande sforzo. Non è detto che voglia qualcuno di fronte, che mi debba sentire realizzato nella condivisione. Magari è questo silenzio, sentire mia madre che chiacchiera con mio padre nell’altra stanza, pensare che domani ho voglia di riprendere la bici e prepararla per la nuova stagione. Soprattutto è nella capacità di ricredersi e rivedere e ritrovare chi è stato vicinissimo e poi si è allontanato. E’ qui, ora che finisco questo scritto e sto decisamente meglio.

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