Giudizi

Non sopporto l’idea di collocare il blog all’interno di infinitesimali spazi di tempo. Lo considero una mancanza di rispetto nei confronti di questi fogli, destinati a ricevere pensieri magari cupi, ma soprattutto rilassati. Quando afferro la sedia e cerco di raccogliere le idee lo dovrei fare con il tempo dalla mia parte, con tutta la calma possibile; se ciò non avviene, ho perso. So che potrei evitare di farlo, rinviando a momenti migliori. Scrivere è un piacere e lo si fa quando la coscienza lo richiede, quando si vuole a tutti i costi liberare lo stomaco da pesi insostenibili. Purtroppo però l’assenza di attimi tutti nostri è, al giorno d’oggi, sempre più frequente, fino a ridurre i piaceri della vita a veri e propri lampi nel buio. E allora non sono più piaceri. Di questa nuova settimana mi sento di salvare il Lunedì appena finito. L’inizio è stato morbido, complice un approccio felice insieme alla consueta scorta di buoni propositi. Il fine settimana non è stato particolarmente pesante, sebbene non abbia detto nulla di nuovo sotto l’aspetto delle relazioni. In questo periodo di avvicinamento alla bella stagione mi riesce facile distogliere l’attenzione su di me, attenuare l’impatto che le parole altrui possono produrre su di una persona emotivamente fragile. Durante un colloquio virtuale, sono stato accusato di essere “intellettualmente prepotente”. Mi è stato detto che sono una persona che sottostima in modo generico l’essere umano dunque è giusto che si ritrovi sola. Mi è stato anche ribadito che ho la pretesa di conoscere il mondo e di costruire dogmi che hanno come unica dimostrazione finale quella della mia assoluta intelligenza e superiorità. Io sarei questo. Dimenticavo. E’ stato inoltre precisato che ho bisogno di persone che una volta per tutte, mi dicano in faccia quello che sono, che non si facciano intimorire dal mio imporre la dialettica. Io sono un mostro. Quel che non riesce più a farmi arrabbiare è la facilità con cui, si è sotto il giudizio di persone quasi del tutto sconosciute. Ma se fosse davvero così? E anche se fosse? La cosa più bella è sapere di essere “valutato” in maniera del tutto differente e di essere apprezzato ed odiato senza che ciò, mi induca a cambiare. Perché dovrei farlo? Posso lasciare che gli altri si facciano un’idea, apprezzerei poi me la si rivelasse. Ad ogni modo sento di essere un buono, un perfido, un bambino, uno stronzo, un prepotente. Potete aggiungere altro, se volete.

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One comment

  1. il mio commento questa volta non è particolarmente riferito a te ma a chi ha espresso un giudizio così solenne. Quale essere umano ha la verità in tasca? Ogni persona ha un vissuto diverso, un modo diverso di pensare e di agire e reagire davanti alla stessa situazione. Prima di esprimere giudizi (positivi o negativi) bisogna soffermarsi un attimo e riflettere: come mi sarei comportato nella stessa situazione? Nessuno e sottolineo nessuno, ha il potere di giudicare un altro uomo, al massimo si può cercare di capire, di sostenere per quanto possibile e di essere presenti come un ombra facendo attenzione ai piccoli mutamenti delle situazioni, per essere in grado di sostenere nel caso di cedimento. Ma MAI erigersi a giudici. Chi conosce Enzo, non nella superficialità ma nel profondo, sa che è una persona speciale (con pregi e difetti) come tutti, ma con qualità rare da trovare nel genere umano.

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