Passi leggeri

Ciao ciao Pasqua. Senza affanni e corse spasmodiche ai regali, senza luci e auguri un po’ ipocriti, te ne stai andando. Ciao e grazie per questa giornata in famiglia, fatta di cose molto simili ad altri giorni con quel qualcosa in più, tipico della festa. Le finestre chiuse ed i termosifoni accesi ti hanno mascherato da Natale, senza inganni però. E’ lo spirito che conta per quanto mi riguarda e dentro me l’aria era intrisa di speranza, di immagini nitide, cieli azzurri, campi di grano e verdi distese. Passerà questo grigiore, questo freddo bizzarro. Ogni festa o celebrazione che passa è un ringraziare di averla trascorsa con chi ami; pregare che quel quadretto familiare non sbiadisca troppo presto, possa durare ancora. Desiderio e razionalità lottano strenuamente e creano strane alchimie emotive fatte di sorrisi e timori. Passo da queste parti e lascio un messaggio leggero, non oso dire sereno ma tranquillo, questo si. Ho fatto un salto sui miei fogli senza aver nulla da dire e come sempre le parole seguono un percorso creato sul momento, senza partenza né arrivo prestabiliti. Mi duole dirlo ma quando non vengo inghiottito dal vortice del quotidiano lavorativo, i pensieri mi sembrano privi d’intensità, come se dovessero vestirsi di abiti sofisticati per apparire belli e importanti. Non è così. Da quella che pare (ma è un inganno) non-vita posso nascere argomenti e riflessioni in grado di arrivare al cuore senza incutere timori o angosce. Mi sembra così nuova la sensazione di trasmettere calma attraverso le parole, da ritenermi inadatto a farlo. Ragion per cui, se sto bene, che scrivo a fare? Dunque solo turbe, solo contorcimenti, ricerca di ipotetici equilibri che mandano il lettore in catalessi. Non voglio piacere, sia ben chiaro; come sempre accade, mentre scrivo divento il peggior critico di me stesso e analizzo i punti oscuri. In sostanza sono sereno ma non per questo voglio evitare di scrivere. Desidero imparare a rendere il lettore partecipe delle mie turbe ma anche dei miei momenti di vera liberazione. Per fortuna ho ancora il grande privilegio di godere di contesti unici, interazioni autentiche che nulla hanno a che vedere con la sceneggiatura ipocrita e mendace che mi è stata assegnata con il nome di vita. Non so cosa emana questo scritto, quanta limpidezza d’animo. Dimentico che non ho una missione e che tanto meno è quella di aprirmi al mondo. Posso abbassare la cresta e dormire sonni tranquilli.

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2 comments

  1. piacevolissimo da leggere…..trasmette una pace, una poesia…sembra una ninna nanna! immagini di tempi andati e profumi di antichi ricordi……

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