Rospi

Forse è stato meglio così, forse ho guadagnato un po’ di credibilità, rimanendo lontano dal blog. Da una settimana non scrivo nulla di me proprio quando mi sarebbe convenuto farlo, liberandomi delle solite tossine che intaccano l’anima. In quel caso avreste assistito all’esplosione già da tempo annunciata, la conseguenza naturale di mesi e mesi di silenzi cacciati in gola e mai digeriti. Sono esploso, ho pianto, mi sono riscoperto fragile come il cristallo. Ho sofferto e ho dato pena a chi non merita. Non è vero (come qualcuno ha sostenuto) che mi basta poco per crollare e (altrettanto velocemente) risalire la china. Io vivo una condizione che più stabile non c’è, non ho alti e bassi di umore; io vivo una condizione di estrema stabilità emotiva mista tra noia, rassegnazione, autodifesa. Non sono triste e non sono felice. Non essendo una macchina possiedo un grande contenitore chiamato anima dove tutti i rospi scendono dalla gola a trovare temporaneo ricovero. Poi tutto risale, l’equilibrio emotivo va a puttane, ed io vomito tristezza, rabbia, pianti da bimbo. Allora cambio aria. Mi basta poco ma per me è tantissimo; ritorno a casa e tutto ricomincia. La mia presenza qui, ne è la prova; a cosa è servito tutto questo? A liberarmi, a ritrovarmi faccia a faccia con quell’odiosa parte di me, il solito mix di paure, un po’ di sana follia. Devo smetterla di vantarmi di essere libero; non lo sarò mai fino a quando non avere legami significherà non saper scegliere, essere terrorizzato da ogni possibile cambiamento, volere a tutti i costi l’immutabilità delle cose. Niente è per sempre e non si può essere eternamente infelici. Si, ho guadagnato credibilità, credetemi. Se mi fossi lasciato andare precipitandomi su questi fogli qualche giorno fa, non mi sarei accorto di nulla e avrei messo in piazza il mio lato peggiore. Mi è bastato soffrire in silenzio, almeno una volta, evitando di fare la puttana di turno vendendomi ad ogni giudizio. A dire il vero, non ho sentito l’esigenza di dire al mondo come stavo, quali sensazioni provavo. E a pensarci bene, al mondo cosa poteva fregare dei miei pianti e della mia esplosione? Meglio non pensarci troppo, potrei anche rischiare di lasciare tutto in bianco. Sono tornato, non so per chi o per cosa, ma sono tornato.

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