Maledetta teoria

Oggi è stato uno di quei giorni. Anni fa correvo da Elisa e le raccontavo tutto, di come un uomo può essere angelo e bestia al tempo stesso, mare calmo e burrasca. Con una punta di vergogna abbassavo il capo e sputavo fuori tutto il male che questa bocca era capace di proferire, senza curarsi del motivo e a chi fosse diretto. Poi stavo meglio, correvo a casa e tutto sembrava dimenticato. Non era colpa di Elisa ma la tempesta da lì a poco sarebbe tornata, la bestia avrebbe ucciso l’angelo. E non è facile convivere con due personalità così distinte ma è ancora più logorante e devastante non capirne il perché. Oppure saperlo e non poterlo evitare. Non c’è male peggiore di conoscere gli effetti catastrofici che la lingua a volte può provocare; e che dire invece della consapevolezza che da lì a qualche tempo tutto questo potrebbe tornare sotto forma di lacrime e richieste di perdono. Ora , in questo esatto momento voglio concentrare i miei sforzi sullo stato attuale delle cose, già di per sé complicato. Due facce. Chi sono? Rabbia, istinto, serpente, oppure calma piatta, rassegnazione, consapevolezza? Stento a capirlo ma di certo, preferisco passare per depresso e sconfitto piuttosto che sfogare la mia repressione sputando veleno, urlando, piangendo. Il fatto è che sono un bambino. Che non posso incolpare i miei di avermi a casa e di ( loro malgrado ) “trattenermi” con sé. Sarebbe l’ennesima dimostrazione d’infantilismo, di poche palle, di allontanamento volontario dalle responsabilità. Ma vi prego, provate a credermi se dico che non ho scusanti, la colpa è solo mia tuttavia….Tuttavia non è nemmeno facile rompere questo cordone ombelicale. Ma no,cosa dico, mi sto di nuovo arrampicando sui vetri, c’è solo da battersi i pugni sul petto e chiedere perdono ancora una volta, e chissà che non sia l’ultima. Ma no, che non lo è. Elisa mi manca, ma lei che può fare, cosa potrebbe pensare se, a distanza di anni, si accorgesse che non è cambiato nulla? Che lei non basta,che io non ho eseguito i compiti, non ho afferrato il problema. E allora il confronto diventa inutile quanto insostenibile, la ricerca dell’altro non ha senso se non si vuole imparare, se non ci si tiene a migliorare. Eh l’ambizione, questa sconosciuta. Inizi un percorso e poi lo lasci a metà, non mi è nuova questa modalità di comportamento; tutto lì, interrotto come un coito. E poi a pensarci su, sempre. Al diavolo le considerazioni, serve voltare pagina. Tutta maledetta teoria.

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