Io non c’entro

Spesso sono tentato di parlare del tempo ed è un modo come un altro per farmi del male, arte di cui sono maestro. Non posso far finta di niente. Sono migliorato nella gestione dei rimasugli che mi restano a fine giornata; mi riferisco ai progressi sul fronte ossessioni e intoppi. Ora sono più slegato. Lascio che il tempo scorra come deve fare e ci infilo dentro quel che posso senza pretendere di dedicarmi ai piaceri, alle piccole passioni. Scrivere occupa non più di un quarto d’ora della mia giornata e mi va bene che scrivo di getto. Se avessi più libertà mi prenderei il lusso di badare alla forma, correggendo le ripetizioni e la sintassi. E se all’interno di una giornata grigia, uggiosa, irritante nella sua mutevolezza riesco a collocare un dialogo dal vivo ed un articolo, io sono soddisfatto. Parlare del tempo mi crea scompensi notevoli quando penso a come, mio malgrado, esso mi costringa a buttare all’aria i rapporti umani. Sarò si misantropo, l’astio per il genere umano mi accompagnerà fino alla morte ma in fondo io cerco. Timidamente mi sporgo ad osservare se qualcuno passa nei pressi del mio orticello, con la solita paura che si tenti di oltrepassare il recinto. Chi prova ad entrare è ben accetto ma quel recinto diventa muro e il muro un bastione insormontabile. Scappo e sapete perché? Perché so che il tempo non mi permetterà di dimostrare chi sono anzi, rifletterà un’immagine di me assolutamente distorta. Il pensiero e la presenza sono due elementi fortemente legati e altrettanto nettamente distinti. Mi sono sempre lamentato del fatto che essere pensati non equivale ad essere amati, voluti bene. Non ci sei? Non mi vedi? Non mi puoi pensare. Follia. Ora mi ritrovo nella condizione di pensatore non presente. E sebbene questo mi permette di sentirmi vicino a qualcuno, mi dà la sensazione che l’altro si allontani, fino a perdersi. Se parlo del tempo penso alla vita che scorre inesorabile, alle occasioni mancate, ad un’esistenza tutta lavoro e niente passione, amore, sogno. Stasera ho voluto farmi male ma mi è servito a ricordarmi che io non c’entro; scappo ma solo perché non ho alternative. L’amicizia, l’amore ai tempi nostri camminano su fili sottili sospesi a chilometri d’altezza. Una sferzata di vento e tutto vola giù. E il vento è il tempo. Come un treno che passa veloce in stazione e spazza via le cartacce.

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