Impatto

Ci volevano le elezioni per rompere la serie di fine settimana in fotocopia. Altre scartoffie, firme, timbri, conti da far quadrare per evitare di fare le ore piccole. E sarebbe anche un po’ paradossale andare a letto a notte fonda per motivi di lavoro. Mi fosse almeno concesso di farlo nella vita normale, lo accetterei più di buon grado. Di buono c’è che avrò poco tempo per pensare e difficilmente scatterà l’impulso di scrivere qualcosa, un’idea da mettere nero su bianco. Un po’ di compagnia, un contesto che sopporto senza grandi problemi, la possibilità di avere due giorni di riposo dal lavoro ( unica vera ragione che mi ha indotto ad accettare l’incarico). E sarà un fine settimana soleggiato, un’occasione persa per buttarmi sulle strade provinciali e respirare un po’ d’aria pura, ma ci saranno altre occasioni. Ricordo le mie esperienze al seggio di un ventennio fa; che dire, che ricordi, altro che andare a letto con le galline per alzarsi alle sei. Ma la musica è questa, il bioritmo mi consente di sopravvivere senza danni solo con un bagaglio di almeno otto ore di sonno. Chissà se invece si tratta di una convinzione personale che mi sono auto-inculcata; probabilmente ha inciso il fatto di non avere una vita sociale intensa o tale da permettermi qualche trasgressione. Sono ufficialmente un vecchietto con ritmi ed abitudini che, guai a levarmele o a modificarmele. Così mi gioco ogni possibilità, anche un invito a cena, uno strappo alla regola diventano ostacoli insormontabili. E poi mi lamento che non ho occasioni. Oggi mentre firmavo verbali cercavo di immaginare l’impatto che posso avere su persone che mi vedono la prima volta. Io credo di sembrare molto presuntuoso. E’ come se la dimensione assunta nell’ambiente di lavoro abbia trasformato il mio modo di pormi tanto da essere vittima io stesso, di una deformazione professionale. Non ho umanità, tengo le distanze, cerco subito di mostrarmi per quel che sono. E spesso non mi piaccio. Si, l’impatto. Viene da domandarsi se l’esperienza di lavoro mi abbia cambiato anche sotto il profilo umano, rendendomi freddo e glaciale, preciso e distaccato, anziché predisposto alle relazioni e a sfruttare la dialettica al fine della conoscenza. Sarà, ma temo di non piacere. L’impatto è fondamentale.

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