Oltre il visibile

Si è conclusa da poco la mia esperienza al seggio elettorale. Sono complessivamente soddisfatto, abbiamo lavorato bene e non c’è stata la tanto temuta notte lunga dello scrutinio. A me non resta che lasciare qualche considerazione sulle dinamiche di relazione ed il modo in cui le ho gestite. Bravo, sono stato bravo. Tutto tranquillo nonostante mi fossi convinto di non aver fatto un’ottima impressione, colpa della deformazione da ufficio e del ruolo di professorino con gli occhiali che ogni tanto s’impossessa di me. Ho messo alla prova il mio senso critico e lo spirito di osservazione e mi sono ritrovato ancora diverso, in difficoltà nel mediare tra la tentazione di recitare il ruolo di pensatore, serioso e profondo e quello di macchietta, debordante nelle battute e perfettamente calato nel ruolo di bambino. Sono riuscito a trovare un compromesso, considerando che non avevo alcuna possibilità di approfondire il discorso al di fuori del contesto. In ogni caso ho mantenuto calma e sangue freddo anche nel momento delicato in cui la stanchezza mentale avrebbe potuto tradirmi. Uno strappo alla regola del fine settimana cadenzato di abitudini e pochi piaceri. Domani riprendo a viaggiare e la settimana si prospetta di fuoco. Non c’è tregua per i miei poveri nervi, sto aspettando con ansia il momento della prossima vacanza di cui non voglio parlare per non correre il rischio di raccontarvi di una rinuncia, del solito programma saltato. Ecco finite le mie considerazioni, finalmente spalmate lungo un po’ più del solito quarto d’ora e non per questo programmate o costruite artificiosamente. C’è solo il desiderio di trasmettervi quel tanto di leggerezza che ora (in questo momento ) mi attraversa e mi lascia senza parole. Quando alzo la testa e osservo ciò che mi circonda perdo improvvisamente la scioltezza e la genuinità tipiche del mio scrivere. Raccontare di qualcosa che mi accade sembra riduttivo rispetto alle sensazioni che genera, alle riflessioni che induce. Ne sono convinto, posso guardare il mondo, posso anche viverlo tenendolo sempre all’oscuro di questi fogli; molto meglio raccontarmi e raccontarvi cosa vedo attraverso le emozioni più strane e contorte. Magari a qualcuno piace così.

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