Oggi più che mai

E’ arrivata l’estate. L’abat-jour lascia posto alla luce che filtra dalle tapparelle abbassate mentre il piumone torna a riposare nel suo sacco sottovuoto. La pelle finalmente respira l’odore fresco delle lenzuola di cotone. L’abbiamo attesa, l’ho attesa pur conoscendo il vile tranello della vita: sogni qualcosa con ardore, la spingi a te con la forza del pensiero e poi quando ce l’hai, essa ti sfugge, ti è già scivolata via dalle mani, è qui ed è già là a far parte dei ricordi. Tesi e riflessioni che inneggiano a vivere la vita senza guardare al di là del proprio giorno. E’ ciò che faccio da tempo immemore, da quel famoso giorno di Dicembre in cui la mia vita cambiò radicalmente. Ma non esiste una soluzione definitiva ai mutamenti, alle possibilità che il nostro cammino prenda una piega inaspettata. In queste parole cerco la forza necessaria a credere che non sarà sempre così e nulla potrà mai essere per sempre. Sto facendo molta fatica a dribblare il tempo quando cerca di insinuarsi nelle mie fragili difese emotive; ho smesso di guardare al futuro e provo ad evolvere nonostante l’involuzione interiore e sociale. In alcuni momenti torna a trovarmi il senso di vuoto della solitudine fisica, chi c’è stato, chi ha solo mentito, chi è stato cacciato e ignorato. I sensi di colpa sono stati annientati definitivamente rendendomi meno umano e più uomo dei nostri tempi, un po’ truce, misterioso, impenetrabile, pienamente consapevole della propria diversità. E nonostante l’apparenza, proiettato nel futuro. E’ arrivata l’estate, cosa può mai fermarmi? Una stupida rimembranza, la nostalgia per chi non mi ha meritato o non ha capito, l’istinto stupido di ricercare il passato? Faccio fatica a chiudere questo articolo, cercando motivi plausibili per lamentare un disagio, accennare ad una richiesta di aiuto o di presenza. Non ne ho bisogno, questa è la vera novità, la piena e totale ricostruzione di un uomo perfettamente inserito nella sua dimensione personale, senza più condizionamenti e bisogni. Le lenzuola fresche mi invogliano a coricarmi, fissare un punto sul soffitto lasciandomi coccolare dall’aria appena fresca che filtra dalla finestra. Sono pensieri del momento, di un giorno di estate anticipata, ma li vivo, il più intensamente possibile. Non mi sfuggi, estate, rimani qui e ascoltami: ho bisogno di te.

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