Dose di coraggio

Vorrei possedere l’abilità, la sensibilità e la capacità di trasmettere emozioni, qualità tipiche del pittore. Mi piacerebbe riempire di colori questi fogli, usare la tavolozza con maestria in modo da farvi cogliere ogni sfumatura del paesaggio e della luce di questa mattina. I miei occhi osservano cercando di mantenere un perfetto sincronismo con i movimenti delle gambe. Un’uscita in bicicletta è indubbiamente piacevole ma non deve trasformarsi nella tipica passeggiata del dopocena che induce al relax. Una pedalata non è nemmeno una gara e non può diventare un ulteriore elemento di stress figlio del tempo da battere. Gli occhi e le gambe devono saper lavorare in simbiosi, sempre che si voglia raccontare qualcosa : condividere va di moda no? Una foto qua e là può aiutare a capire, ma come trasmettere la melodia dei silenzi e della pace, quale tecnica usare per rendere un’idea almeno vaga, del senso di libertà che si prova? Non ho pretese poetiche o pittoriche, le lascio ai maestri mentre io provo a raccontarvi di questi ultimi sessanta chilometri. Le gambe rispondono ma è l’assenza di programmazione a rendermi le cose più semplici. Conosco i miei limiti ma non per questo ho già deciso di non provare a superarli; mentre pedalavo riflettevo sull’essenza della mia persona: incompiuto, timoroso, bravo a svolgere il classico compitino. Che cosa costa provare? Tuttalpiù scendo e mi rimetto in sella comunque soddisfatto. Che gusto c’è ad affrontare un ostacolo quando si è certi sarà impossibile superarlo? La pedalata in solitario presenta vantaggi ma anche piccoli e decisivi intoppi: manca lo spirito competitivo, la possibilità di verificare se il tuo standard e le tue performances sono ottime oppure decisamente scarse. Potresti però imbatterti nell’errore di sopravvalutarti od autodistruggerti; la competitività invoglia a provare, a capire dove puoi arrivare. Un po’ come nella vita, la condivisione di esperienze dovrebbe aprirti gli occhi sull’altrui punto di vista fino ad accettarlo e ad accettarti. Uno come me,sempre in guerra alla ricerca della perfezione, non pensa certo di non stare facendo il meglio. Ma sa che, nascosta in un angolo, c’è ancora una buona dose di coraggio da sfruttare. Me lo dico, lo ripeto, lo ripeto ancora. Coraggio.

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