Regole di sopravvivenza

La settimana che precede un periodo di ferie ha sempre qualcosa di strano. Questa mattina avvertivo un senso di stanchezza fuori dall’ordinario, non ero ben predisposto e di tanto in tanto mi frullava nel cervello la sensazione di una giornata pesante. Così è stato. E sono convinto si tratti solo dell’inizio. Non è la prima volta che mi accade ma è come se poco prima di una vacanza dal lavoro, io venissi chiamato agli straordinari per meritarmi il riposo. Accetto questa prova, anche se si tratta soltanto di una mia opinabile valutazione delle cose. Non voglio tradire me stesso e buttare all’aria i progressi fatti in questo ultimo periodo; il lavoro serve a vivere e non si vive per lavorare. Le priorità, Enzo. Le priorità. Del mio atteggiamento odierno butto nel cesso l’ansia esasperata, la prospettiva sempre troppo tragica degli eventi, il senso di abbandono. Salvo invece la voce grossa al momento e nel modo opportuno. Riuscire a lamentarmi senza oltrepassare il limite dell’educazione mi ha aiutato non solo a dire che ci sono e conto qualcosa, ma soprattutto ha evitato il ritorno dei soliti sensi di colpa. Come ottenere il massimo da una giornata pessima. Ieri sera ho preso sonno accompagnato da pensieri non proprio positivi. Sono convinto che, ad un certo punto della vita, sia del tutto normale convivere con certe preoccupazioni, alcune affrontabili e risolvibili, altre meno. Non voglio buttarla sul tragico, mi preme soltanto dire che la presenza di certi pensieri è normale e naturale. In questi casi punto sulla visione d’insieme anziché fossilizzarmi sul singolo problema; in altri la soluzione migliore è quella esattamente opposta: affrontare le questioni una ad una evitando di perdersi nel quadro caotico della realtà. Tecniche imprescindibili per chi vuole affrontare la vita senza timore di cadere nel banale e nella vecchia teoria del carpe diem, da me tanto osteggiata. Vantarsi di cogliere l’attimo non consente di ragionare sul tempo evitando un problema che esiste e non va trascurato. Banalmente si ritiene che non abbia senso preoccuparsi delle ore che passano, delle giornate che volano; non facendolo però, si permette al tempo di otturare le uniche vie di fuga da una vita monotona. Se come me prima di prendere sonno, siete soliti valutare il senso della vostra giornata, non cogliete l’attimo, sfidate il tempo. Si può, si deve.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...