La distanza uccide

In tutta onestà durante questi pochi giorni di evasione dalla routine quotidiana, non mi è mai passato per la mente di stare trascurando il mio diario. Sarebbe stato assurdo il contrario dacché la vacanza è sacra. Mi sia concessa una riflessione importante e costruttiva: ho avuto la possibilità di trascorrere due periodi di ferie negli ultimi mesi ed in entrambe le occasioni ho dimostrato di aver capito perfettamente cosa significhi il termine “libertà”. Ho saputo dimenticare tutto vivendo con maestria il nuovo contesto nel quale mi sono ritrovato. Ne ho assaporato immagini, suoni, odori e sapori lasciando finalmente a casa tensioni, rotture di scatole e facce non gradite. Mi ritengo pienamente soddisfatto di questo mio progredire verso forme più alte di piacere, molto lontane dal semplice “staccare la spina”. Ogni vacanza lascia uno strascico di libertà e pressoché totale padronanza di se stessi tali da azzerare il mondo circostante: mi riferisco al contorno di situazioni che infettano la tua quotidianità ( lavoro, Trenitalia ) e al circuito di amicizie virtuali. Ecco, mi soffermo su questo aspetto non di poca rilevanza. La lontananza uccide. Quella fisica e (nel mio caso) anche quella prettamente mentale. Non esiste persona come il sottoscritto capace di dimenticare le persone con tanta facilità; ma sono letteralmente aggrappato alle mie personali emozioni, quelle che vivo in compagnia di me stesso. Questo è il fatto. Di ritorno da un’esperienza positiva, la distanza che mi separa mentalmente dal mondo virtuale si allarga fino a diventare una voragine. Mi ritrovo solo ma di una solitudine sempre nuova, evoluta, scevra da ogni necessità di giustificazione. Ti accorgi che qualcuno ha un cuore, ti pensa, ti lancia un messaggio, vuol far sentire che c’è e tu? Tu sei lì, orgoglioso dei tuoi successi, dei piccoli obiettivi raggiunti attraverso mesi e mesi di lavoro interiore. Azzardi persino un’ipotesi: che siano proprio gli altri ad essere fermi se ancora stanno lì, cercandoti. Invece tu sei oltre, anni luce. Forse ti vogliono bene davvero, semplicemente questo, mentre tu sei diventato un egoista immorale e ingiusto. Questo è ciò che avrei pensato qualche tempo fa. Ora no. “Tu un giorno avrai bisogno di qualcuno, la compagnia di una persona ti cambia la vita”. Chi lo mette in dubbio? Ma è un peccato succhiare il presente e tutto quello che mi può dare? E condividerlo con chi è qui, una volta per tutte?

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