Pillole di me

Potrei far riposare la mente ancora per due giorni senza per questo commettere un peccato mortale. La domanda è sempre quella: il cervello induce alla scrittura oppure è il fatto stesso di voler scrivere che stimola e contorce i pensieri ? Chissà, con ogni probabilità la verità sta nel mezzo. Riprendere lentamente la vita di tutti i giorni ripropone le solite antiche tematiche e per quanto ci si sforzi di non farle entrare da dove erano uscite, riprendono posto a sedere. E stanno pure comode. Niente di preoccupante, ce ne vuole per distogliermi dalla prospettiva di due mesi d’estate che per nulla al mondo baratterei con un percorso interiore. Di strada ne ho fatta già abbastanza, ora sento il bisogno di equilibrare il corpo, abbronzarmi, scolpire il fisico. Necessità voluttuarie, superficiali, desiderio di apparire più che essere. Sorridere. Non è un peccato mortale, lo ripeto. Mi attende un Luglio piuttosto impegnativo sul fronte lavorativo. A costo di sembrare presuntuoso ovvero di sottostimare l’impegno necessario, ritengo di essere perfettamente in grado di superare il tour de force. Sono a conoscenza di ciò che mi aspetta, le dinamiche dell’ufficio sono fin troppo evidenti da trovarmi impreparato. Se provo a contestualizzare e ad incastrarmi nel solito meccanismo complicato, nessuno potrà fermarmi. In questi giorni è l’amicizia a solleticare un po’ la riflessione. Già ieri ho avuto modo di ribadire lo stato di cose: io non sono un amico né mi impegno ad esserlo. C’è chi di fronte a questo tipo di atteggiamento si è lentamente defilato, chi prima di farlo ha ritenuto opportuno espormi il suo pensiero al riguardo e chi ancora si accontenta (e credo sia la strada giusta) di pillole di me. Io posso offrire questo. Ho maturato la convinzione che la relazione virtuale sia sospesa in attesa di qualcosa che potrebbe anche non accadere mai. Un incontro, intendo. Nel frattempo si può tentare di mantenere in vita il malato terminale con piccoli cenni di presenza. Io trovo che sia assurdo, pur stimando coloro che a questo tipo di amicizia ancora credono, senza tuttavia pretendere troppo dall’altro. Non è facile comprendere un animo solitario, la propensione alle emozioni private. A voi che non vi accontentate delle pillole dico: “Vi stimo”. Non posso fare altro, non mi posso e devo giustificare. Non sono perfetto e ho poco tempo per diventarlo.

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