Tracce

Il treno si avvicina alla stazione dove lentamente muore. L’acqua del fiume ritirandosi lascia intravedere piccole spiaggette dove uno strano uccello passeggia indisturbato. Tracce di una giornata che improvvisamente si lascia andare al gusto del ricordo e decide così di lasciare il passo alla sera. Storie che riprendono vigore nel racconto di chi non accetta la parola “passato” impegnandosi a dargli sempre una seconda possibilità di vita. Vita che riprende forma arrivando finalmente alle orecchie di qualcuno che ascolta, domanda. Ed è lì, accanto a te. Altro che monitor. Immagini che aprono la porta ai sentimenti e poi un portone verso emozioni come l’amore, chiuse ormai in qualche cassetto. Solleticazioni, opinioni a mettere in dubbio la virilità di un uomo che fa del riserbo la sua chiave di non-lettura. Parte un altro treno, quello delle certezze, dell’ “io sono questo” e non quello che credete. Ma poi a chi devo dimostrarlo? E sulla strada del racconto incontro una rinnovata autostima, la piena indifferenza verso l’opinione altrui, l’orgoglio di un Enzo egocentrico, fragile, sterile di manifestazioni d’affetto, maledettamente cerebrale. Ma pur sempre un uomo. Quanto tempo abbiamo per conoscerci? Pochissimo. E come pretendiamo che siano gli altri a farlo, passaggi rapidissimi nelle nostre vite monche indaffarate alla ricerca di un senso che non permette distrazioni. E mi ritrovo a condividere, a riguardare foto ritrovandoci il filo conduttore di una vita passata in attesa: di incontri mai cercati, poi voluti dal destino e da chi ha scelto per me. Storie di treni, di lunghe distanze, di follie in un contesto già folle di suo. Tracce di Enzo che rivivono oggi solo nei racconti. E non è vero che chi vive nel passato non afferra il presente. Non sono d’accordo. Non ho bisogno d’amore, non so darlo e non riesco ad apprezzare chi prova a darmene; ho solo voglia di tuffarmi nella vita, ritrovarmi parte di un mondo, parlare di me, delle mie evoluzioni. Desidero farlo con chi ha voglia di capire, di ascoltare, di credere che si può vivere senza emozioni, senza sesso, senza schemi precostituiti ed essere comunque sereni. Non è la pace dei sensi, nemmeno la sconfitta dei valori, è solo perfetta armonia di cuore e cervello. E’ serenità. Di oggi. Più vivo di così…

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