Cioccolata calda

La settimana si è sciolta come neve al sole nonostante di luce se ne sia vista proprio poca. Lo avevo preventivato, non ero intimorito dal’impatto dopo una settimana di vacanza. Ho faticato più del solito a dormire e ad accettare la sveglia delle cinque e trenta, questo si. Sono stato solo in ufficio per cinque giorni e per certi versi mi sono sentito padrone del luogo, così a mio agio e a tratti libero di decidere cosa fare e cosa no. Un altro segnale inequivocabile dello stato di benessere che si crea intorno a me tutte le volte in cui ho il controllo dello spazio e del tempo. Non ci piove, è un dato di fatto. Tutto questo eccesso di sicurezza non temo possa danneggiarmi. Si tratta come sempre di stabilire le priorità e, se l’obiettivo è arrivare alle prossime vacanze in una condizione meno prossima allo straccio, farò il possibile per riuscirci. In questi giorni sono riemersi alcuni tratti del mio carattere che pensavo (e speravo) sopiti. Vale a dire che m’incazzo ancora quando leggo tra le righe di certe frasi, un significato che non mi piace. Parliamo ovviamente di persone reali, di rapporti reali, di sensazioni legate ad una piena conoscenza e non a semplici congetture virtuali. Non sopporto essere preso in giro, in linea generale. Non amo essere il contentino di nessuno, tanto meno la seconda scelta. Ma a prescindere da certe bassezze comportamentali, non tollero le condotte che, anziché riparare un danno, lo aggravano attraverso la pura e semplice omissione. Il tratto essenziale di un vero rapporto umano è indubbiamente il dialogo. Se manca, siamo fritti. E allora perché, se sai che dall’altra parte del vecchio filo, il tono di voce non è il solito, non ti poni una domanda? Non chiedi come mai? Mi sto accorgendo di sprofondare nel banale, di aver dato a questo articolo una piega non voluta. Non mi sento invincibile e perfetto, ma ho una tale voglia di mantenere fermo il mio equilibrio da evitare di sbattere contro le dinamiche comportamentali altrui. Si, mi toccano e ancora mi infastidiscono ma poi subentra lei, la mia ritrovata autostima, quel senso di benessere che si presenta nella forma dell’assenza di sbalzi emotivi, una freddezza che emana calore verso chi la manifesta. Non voletemene, dovrei abbassare la cresta, non illudermi che tutto possa procedere per questa strada facile. Ma ne voglio godere. Questo Venerdì si addormenta così, nel rispetto delle previsioni. Non certo quelle meteorologiche. Lasciamo che piova, mi farò una cioccolata calda.

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