Qualcosa non va

Forse era già tutto calcolato. Forse. Mi sento come quel maratoneta che, raggiunto il traguardo, crolla a terra esausto. Negli ultimi articoli non ho fatto altro che rimarcare uno stato di benessere mentale e psicologico, frutto di un costante lavoro interiore. E lo ribadisco ancora, è tutto vero. Ora tuttavia faccio i conti con uno stato di stanchezza fisica mista ad un senso come di abbandono. Faccio le cose sicuro di non essere tradito dall’istinto oppure dall’ansia: lentamente, molto lentamente. Sul lavoro e fuori. Le passioni fanno storia a sé, sono mondi del tutto indipendenti da quello che sono costretto a vivere. Mi limito a dire che qualcosa non va. Non mi vergogno a pensare che potrebbero essere tornati a trovarmi certi fantasmi, ad esempio quelli della depressione e del disinteresse totale verso cose e persone. Mi tocca sottolineare che l’equilibrio è costato caro, terra bruciata intorno, piccole e grandi delusioni. Ho nuovamente voglia di condividere stati d’animo negativi come se mettessi ancora alla prova l’insensibilità del mondo. Sono azzerato nelle emozioni. Ora si, sono diventato cervello, macchina, automa. Ne è valsa la pena? Si signori. Ne vale la pena tutte le volte in cui la presunzione assoluta della gente ti spinge verso l’isolamento. Ho tagliato il traguardo, sono a terra ma nessuno verrà a soccorrermi e nessuno si sognerà di aiutarmi a stare in piedi infilandomi una medaglia al collo. Ho fatto tutto io, da solo. Sentimenti contrastanti: convinzione di aver trattato la gente come era giusto andasse trattata e meraviglia per la rapidità e l’abilità con cui l’ho allontanata. Sono un mostro oppure solo un uomo migliore di tanti altri? Avrei dovuto adattarmi? Fingere di essere una persona con il cuore quando non ce l’ho? O meglio, esiste ma lo distribuisco con il contagocce? Ma che ne so. Qualcosa non va. Un pronome indefinito, qualcosa. Ci puoi mettere dentro di tutto, ti puoi permettere di non passare per il solito esagerato amplificatore dei problemi oppure stuzzicare l’attenzione di chi, sta bene attento alle parole e alla persona. Chissà cosa mi sta succedendo, magari il solito fantasma di passaggio che se ne andrà in silenzio come è arrivato. Ho voluto fermarlo prima che sparisse, per congelare sensazioni non troppo infrequenti da queste parti, e che spesso rivelano la vera essenza di un uomo sensibile. Checché se ne dica.

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