Anomalie

Se qualcuno avesse potuto leggere la mia espressione in volto mentre lasciavo il palazzo dove lavoro, tutto avrebbe pensato fuorché io mi trovassi di fronte ad un periodo di quindici giorni di vacanza. Corrucciata e malinconica, questo era e tuttora è. Innanzitutto non ho alcuna possibilità di recuperare ore di sonno. Si tratta di un falso problema dal momento che sono soggiogato dalla sveglia biologica e non riesco a dormire più di mezzora del solito. La “pennica” è una costruzione mentale atta a farmi assomigliare ad una buona parte di persone che amano il sonno e ne godono. Io sono ansiogeno, non ho mai riposato per più delle canoniche ore notturne. Il tempo atmosferico promette male e poi quest’estate è anomala in tutti i sensi, sento dunque che ridurrò il mio periodo di “vacanza” ad una settimana. Come non è esistita l’estate ad interrompere il buio ed il freddo, così quest’anno non ci saranno ferie a stoppare un periodo di grande lavoro. C’è solo continuità e chissà dove mi porterà. Mi pento amaramente di aver prenotato con largo anticipo una settimana di vacanza nel mese di Settembre. Non pensavo, a dire il vero, che la depressione mi avrebbe colto in modo così repentino, tanto da rendere ai miei occhi tutto di un grigio uniforme, senza sfumature o sprazzi di luce. Ora mi ritrovo a dover mantenere un equilibrio emotivo per almeno un mese, poi se ne riparlerà. Vorrei tanto tornare da Elisa, improntare l’autunno ( che è già qui soprattutto nel cervello ) sul piano del lavoro a due; io proseguirò nell’analisi interiore, cercando di capire la ragione primaria di tanto malessere. Lei proverà a strapparmi dall’abisso del silenzio e della solitudine, regalandomi un interlocutore alternativo al solito soffitto. Almeno ci provo, faccio leva sulla mia capacità di aprirmi solo con chi mi sa guardare in modo del tutto disinteressato. Imparzialità e giustizia che non ho mai trovato né a livello virtuale né sul piano della realtà quotidiana. So che non è un bel modo di iniziare le ferie. Ma cosa sono le ferie oggi? Sono ben felice di buttare un po’ di pensieri neri qui, l’unico ambiente asettico nel quale non rischio di contaminare ed essere contaminato con facili piagnistei e richieste di commiserazioni. E mi scappa un sorriso quando penso agli auguri di buone vacanze da parte dei colleghi. C’è tanta ipocrisia nel mio rispondere che ne ho bisogno, che me le merito. Che non vedevo l’ora arrivassero. Se il buongiorno si vede dal mattino…

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