Il prossimo sole

Oggi ho trascorso l’intero pomeriggio al sole della piana mentre un leggero venticello e gli occhi socchiusi legittimavano la sensazione di trovarsi altrove, magari in un luogo dimenticato da Dio e dai pensieri. Stare soli non è bello. Non mi sono mai fatto alcun problema all’idea di fare quello che mi piace in totale solitudine: se avessi dovuto aspettare qualcuno per condividere certi piccoli piaceri, sarei morto da tempo. La palestra, la bicicletta, anche un pomeriggio in piscina. Ci credete che nessuno ( ripeto nessuno ) mi ha mai fatto l’onore di stare con me in questi momenti? Che poi non è detto che sia un piacere: certe persone sono vere e proprie palle al piede ed hanno il potere di rovinare anche le più semplici delle occasioni per divagare un po’. Dunque mi concedo la totale solitudine, non dimenticando che talvolta rovina le cose. Anche un reciproco scambio di stronzate può aiutare ad allontanare i soliti pensieri fissi, alimentati come oggi da qualche notizia non certo piacevole sulla salute di una persona amica. Siano santificati i libri e quelli giusti. Tempo fa avevo chiesto consiglio su alcuni gialli d’estate, di facile lettura e pronti all’uso. L’immersione nella lettura è indubbiamente sanificante e regala l’impressione di dialogare con qualcuno. Lui ha già detto tutto ed è scritto, tu devi solo ascoltarlo leggendo. Si, non è bello stare soli soprattutto quando continui a ritenerti un eterno ragazzo dalle ali impacchettate nel cellophane, come i sedili delle auto appena sfornate dal salone. Puzzo di nuovo e di vecchio e se mescoliamo il vecchio ed il nuovo che ho addosso, non so cosa salta fuori. Ho preso un bel po’ di colore, almeno per un mesetto non compariranno quelle orribile occhiaie ed il colore verdastro a fare da contorno. Una volta era il sole a darmi l’illusione di stare bene quel tanto che bastava a farmi ritrarre in piena forma ricevendo i complimenti del pubblico. Ora che la piazza non ha più quella rilevanza che stoltamente ero solito attribuirle, ora che preferisco guardarmi allo specchio anziché mettermi in mostra, ora che la mia felicità non dipende più dal sole o dalle presenze fittizie, sento di dovermi ringraziare per questo passo in avanti. Ma non mi vanto della solitudine. Anzi, ora che ci penso, la solitudine è una merda. Chiudo gli occhi al prossimo sole, aspetto il venticello e in un attimo sarò altrove.

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