Del passo lento dell’estate

Vacanza è anche smazzarsi un po’ di giretti per uffici vari. Ho fatto molto bene a non programmare ossessivamente ogni singolo giorno di queste due settimane, così sono riuscito a sconfiggere l’intoppo, il peggior nemico del maniaco dell’ordine mentale. Fu così che persino l’impiegata cicciona e presuntuosa seduta allo sportello della banca, mi risultò simpatica. Spirito di solidarietà perché anch’io sono stato sportellista e di tanto in tanto lo sono ancora. Capisco che lavorare d’Agosto non piaccia a nessuno ma non è più come trent’anni fa, quando le città si svuotavano e chi rimaneva a lavorare era un vero sfigato. Oggi c’è fin troppa gente in giro, imbranati in auto, guidatori spericolati di carrelli al supermercato, parcheggiatori da denuncia. Ho addirittura perso il gusto di girare la mia città, tanto mi sembra lontana anni luce. Ma ignorare l’importanza di passeggiare in bermuda ed infradito senza l’orologio al polso sarebbe ingiusto. Fa caldo, l’estate forse è arrivata e non mi pesa l’idea di trascorrere due settimane senza ( forse ) vedere il mare. L’obiettivo di questi giorni è ritrovare un po’ di serenità, fregandosene altamente dei problemi relazionali ed evitando di infilarsi testardamente nei vicoli ciechi dei confronti con persone presuntuose. Gradirei però una bella scappata tra le stradine strette di qualche borgo marinaro nella vicina Liguria. E’ ormai tradizione di questi ultimi anni immortalare immagini dai forti contrasti e lasciarsi andare un po’ alla brezza ineguagliabile della costa. Giornate come questa mi ritrovano stanco più di quanto non sarei stato se mi fossi dedicato otto ore alle solite pratiche burocratiche e alle maledizioni verso Trenitalia. Ma ho immediatamente rimosso la cosa compiendo uno sforzo mentale notevole e ricordando a me stesso che è un mio diritto vivere la vita con un’andatura lenta, che tutto sommato le cose non cambiano se ci ostiniamo a schiacciarle all’interno di contenitori troppo piccoli. Il tempo è quello che è, tanto vale buttarci dentro il possibile e non il solito mucchio di impegni e promesse mai mantenuti. Vacanza è anche non dimenticare che l’estate ( quando c’è naturalmente ) è la più bella stagione dell’anno, quella che solletica ricordi di bambino sulle ginocchia del nonno a fare cavalluccio. Oppure di un bacio sulle panchine dei giardinetti, di un libro che mi ha commosso fino alle lacrime. Oddio, non volevo. L’estate è qui. Più che mai presente anche su questi fogli che non hanno troppo bisogno di ricordi.

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