Debole di stomaco

Ora che ci penso, domani è ferragosto. Ma oggi è la vigilia. Si fa qualcosa di particolare la notte che porta a ferragosto? Intendo, ci si diverte, si festeggia, si vanno a vedere i fuochi d’artificio, si ride e si scherza? Mi è venuto in mente ora, provocandomi la solita stretta allo stomaco. Ho appena finito di configurare la mia reflex per il viaggio di domani,destinazione lago d’Orta. Domani è ferragosto, vuoi rinunciare alla gita fuori porta? Per la foga dei preparativi devo essermi dimenticato che stasera si può vivere, che non è obbligatorio andare a letto presto. No, non me ne sono scordato, ho solo messo nel cassetto le velleità notturne, le occasioni degne di un piccolo ricordo. Mentre qualcuno al telefono mi accennava alla sua serata fuori a cena, mi ha preso la stretta allo stomaco. In quel momento ho incrociato lo sguardo di mia madre, le sue parole sono andate dritte al punto. Io: ” Non deve, ripeto non deve passare lo stesso messaggio di sempre”. In altri termini guai dare l’impressione del bisogno. E’ assoluta priorità rimanere impassibili evitando di trasmettere insofferenza. Ce la posso fare. Senza però rinunciare alla stretta allo stomaco e al lavoro di resistenza razionale. Inevitabilmente romperò gli argini del cervello inondando le emozioni di sensazioni negative. Questo accade il giorno seguente ad una bellissima giornata al mare; non certo di quelle che ti ricorderai per una nuotata o il sole sulla pelle. Ne ho apprezzato l’essenza: divagazione, piedi trascinati in segno di massimo relax, focaccia al formaggio seduti sulla panchina. Solo il mare è in grado di far brillare i cuori coperti dalla polvere. Ho pensato a questa frase mentre mi stravaccavo sul regionale del ritorno. Come se l’aria nuova riuscisse a lucidare un cuore diventato un soprammobile nascosto tra i libri e destinato a morire nell’oblio. Il beneficio è stato grande e non intendo assolutamente lasciarmi prendere dalla tristezza. L’uomo che fa quel che vuole non è una semplice consapevolezza. E’ la regola. Gli altri esistono, ma fino ad un certo punto. “Mamma, mi duole dirlo ma di che colpa potrei mai accusare quelli che tengono a se stessi e dimostrano di farlo molto bene?”. Non impiego più di sessanta secondi di silenzio per passare in rassegna le cazzate commesse, poi prendo in mano la reflex. Domani è un altro giorno.

 

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