La stessa magia

Qualche anno fa andai al Lago d’Orta in un periodo nel quale le cose non funzionavano al meglio. Era un caldo giorno di Luglio, pochi turisti e tutto il silenzio tipico del luogo a mia disposizione. Scattai alcune foto e al ritorno scrissi pure un articolo sul blog che da pochi giorni avevo deciso di aprire. Se non sbaglio il post si intitolava “Magia del lago”. Magia, proprio come quella che ho ritrovato ieri, giorno di Ferragosto notoriamente critico per le visite ai luoghi famosi. Ho rivisto tutto con occhi pieni di nostalgia perché è strano ma a volte mi capita di ripensare ai miei periodi bui con un velo di malinconia. Chissà come mai. Sarà forse per il fatto che, nonostante le crisi, mi sentivo forte e combattivo; in quei litigi a casa e nelle ripetute discussioni che non portavano a niente c’era tutta la forza e la voglia di cambiare. E diciamolo, ero anche un po’ più giovane. Ora che qualcosa è andato a posto, faccio i conti con la saggezza del senno di poi e vado a perdere gran parte della combattività finalizzata ad uno scopo. Nostalgia di quei tempi in questo senso, vorrei precisarlo. E nostalgia di ciò che riuscivo saggiamente ad apprezzare in quanto portatore di pace, come la magia di un luogo. Un lago. Qualcosa di gravemente romantico, assai lontano dalla tradizionale associazione di idee mare-anima. C’è un velo di malinconia nel paesaggio che mi ritorna familiare, una presenza impalpabile ma forte nella quale mi ritrovo. Intitolerei volentieri questo post esattamente come quello di qualche anno fa. Quando un luogo è magico, è magico. Poi magari per qualcuno è semplicemente un posto dove trascorrere una giornata. I miei occhi non sono diversi da quelli di allora, i miei sentimenti verso la vita ora si sono fatti troppo consapevoli e rassegnati; come se trovare un lavoro fosse l’unico obiettivo della mia esistenza, quello per cui vale la pena combattere e cercare soluzioni rifugiandosi nella pace di un posto. Ci mancherebbe. Sebbene parlando di sentimenti ed emozioni io mi senta ormai arrivato ad un ideale traguardo, vorrei poter utilizzare le immagini di un viaggio come piccole tessere che ( soprattutto in questo ultimo periodo ) si vanno incastrando perfettamente a formare un piccolo sorriso. Tanto che non mi è nemmeno presa la solita ansia di rientro al lavoro. So che ci metteranno un niente a levarmi da addosso la poesia accumulata. Ma sono sempre più convinto che le emozioni del solitario, sono e devono rimanere uniche, indivisibili. Sono contento.

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