Sogno o son desto ?

Può un sogno essere tanto bello da desiderare che il suo ricordo ti coccoli per l’intera giornata? E da cercare a tutti i costi di ricostruirlo anche quando, i maledetti pendolari in salita nelle stazioni intermedie, disturbano il tuo sonno? Tutto può essere. La follia è nel non avere la più pallida idea di quello che era nei contenuti o nella storia, rimanendo però chiara la percezione delle sensazioni che ha generato. Mentre mi stropicciavo gli occhi alla luce rossa della sveglia, fissata sulle cinque e venticinque, lo stato di benessere era palese e incontestabile. Spazi enormi, avvolti e illuminati da luci soffuse, presenze rassicuranti, abbracci e baci. Poi il senso di un tempo che non esiste più, la netta convinzione di essere ormai oltre le convenzioni fatte di giorno e notte. La totale libertà. E se ogni sogno rappresenta (più o meno) le nostre paure ed i nostri reconditi desideri, allora ben venga il grande calderone di situazioni che mi è parso di vivere ed il senso di liberazione da tabù e limitazioni auto-imposte. Un sogno che mi sta accompagnando ora più che mai, tanto è vivido e intenso nel suo messaggio. Non capita di frequente e non è nemmeno assurdo aver rimosso un contenuto mantenendo in memoria l’anima di un racconto notturno. E’ da me bandire la materialità dell’essere per far spazio a simbologie ed attività ermeneutiche. Oggi ho la sensazione di essere stato trasportato, di non aver avuto bisogno delle dotazioni umane di base, quelle che ci fanno tanto assomigliare a robot, ignari del potenziale nascosto e quasi mai tolto dall’involucro che lo protegge. Poi c’è un libro che cade dal soffitto dell’abside di una chiesa, io che lo raccolgo e allungo la mano per restituirlo a chi sta così oltre le umane possibilità di raggiungimento, ricevendo un sorriso di ringraziamento. E sono ben felice di non essere stato costretto a perdermi in descrizioni e traduzioni di immagini, cosa che mi riesce difficile se non impossibile. Il sogno è anima e assai elementare si rivela ascoltarla, interpretarla, giocare persino con il significato di sensazioni che riesce a trasmettere. Inforcare le pantofole, accendere la luce e gettarsi un po’ d’acqua gelata in viso è stato più facile. Oggi. Viva i sogni, quelli che rivelano esattamente chi sei e ne sei felice.

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