Un’altra dimensione

Giornata pesante sotto il profilo nervoso ma da conservare su quello della solidarietà e del reciproco aiuto. Poche, pochissime persone sono da inserire in quello che è il mio personalissimo elenco di eletti. Lista opinabile proprio perché soggettiva e costruita sulla base di elementi quali: vissuto, contesto sociale, pregi e difetti di chi scrive. Ci sono persone che potenzialmente potrebbero colmare vuoti. Quantomeno uno dei tanti. Vanno a compensare le carenze, seppur piccole, ma la sensazione è che si tratti delle persone giuste, quelle cercate e mai trovate. Situazioni, momenti, fasi: non sei mai solo, devi solo metterti in testa che la compatibilità da qualche parte sta, ma è il gioco delle probabilità a fregarti. Solidarietà e piccole impressioni dalle quali ricavi la bellezza di una persona, pur non conoscendola affatto. Il luogo di lavoro è la terra dei fuochi, se si parla di amicizie e rapporti ispirati alla sincerità. Ma quale onestà, quale senso del rispetto, quale spirito di collaborazione. Tutti lì a salutarti, a farti il sorrisino e poi appena giri le spalle ti rovesciano addosso secchiate di odio. Esagero come sempre ma non mi allontano di molto dalla realtà. Il mio obiettivo giornaliero, pur nella ormai cronica tendenza al lamento, è ricavare qualcosa di buono dalla grigia e monotona quotidianità. Devo mio malgrado fuggire dalla consapevolezza che la vita potrebbe essere anche e solo questa cioè: casa, lavoro, sonno, lavoro, casa…..Non può essere vero e allora, tiriamo fuori l’elemento di novità, lo spunto su cui riflettere. Oggi mi va di scrivere così, più a braccio del solito, ancor meno rispettoso della punteggiatura e della sintassi. Sto parlando di ufficio ma non di scartoffie, attenzione. Solidarietà e reciproca attenzione all’altrui sensibilità, riscoprirsi simili e così umani da portare doti e qualità rare (vedi disponibilità e altruismo) in un contesto bieco e asettico come il luogo di lavoro. Non più colleghi ma amici. Fa sorridere il fatto che ciò che sento assai compatibile alla mia complessa struttura mentale e psicologica, si trovi sempre in una dimensione irraggiungibile, intoccabile. Presenze, entità, pensieri, idee. Niente di concreto ma tutto rigorosamente sospeso per aria, come se la purezza di certe empatie non potesse sporcarsi al contatto con il mondo degli umani. Avverto questo, questo passa per la testa in questi dieci minuti. Pazzo forse, ma sincero tanto. Troppo.

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