Ore piccole

Finalmente dopo anni di attesa anch’io mi sono potuto concedere di fare le ore piccole, la mia notte brava della quale poter raccontare con orgoglio. Alle quattro di stamattina mi sentivo fresco come una rosa, gli occhi vispi, avrei potuto persino mettermi a fare ordine tra le mie cose, come mi viene spontaneo tutte le volte in cui mi accorgo di avere qualche sprazzo di tempo libero. Eppure erano le quattro e non c’era una festa in corso, i vicini una volta tanto stavano dormendo, nessuno pareva avercela con me in qualche modo. Alle quattro di stamattina io vagavo per casa ma lo facevo da circa due ore, spezzando il ritmo con una passeggiata o zappando alla tv. A pensarci bene bisognerebbe farlo più spesso; intendo fare zapping di notte perché qualcosa di interessante si trova. Ad esempio una serie di programmi sulla vecchia televisione e piccoli ritagli di antiche glorie musicali. L’avevo detto che la perturbazione sarebbe arrivata e di questi tempi mi duole dirlo, devo fare ricorso a qualche goccetta di ansiolitico per dormire. Figuriamoci se mi potevo permettere la pedalata domenicale. Credo che non avrò più alternative, dovrò appoggiare la bici al chiodo e se Dio vuole, se ne riparlerà la prossima primavera. Che tristezza. Oggi non è stata una Domenica di quelle che piacciono a me, con i rumori di casa a far da sottofondo, così belli e piacevoli da ascoltare. Altro che i suoni indistinti e antipatici che accompagnano le mie giornate di lavoro. A tavola oggi regnava il silenzio per la discussione del giorno precedente che non riguardava me ma qualcuno di cui non voglio parlare qui. Guardando però la sostanza delle cose ci sono due genitori anziani ed un figlio bamboccio ed i motivi che spesso portano a litigare sono assolutamente fuori da ogni logica familiare tipica. Posso dire che guardandola dall’esterno questa famiglia, la trovo assolutamente sprezzante delle regole, ma essa tristemente le ignora, credendo di essere lei la regola e altri l’eccezione. Io non so cosa accadrà da qui a qualche anno, perché bisogna pure mettere in conto che questa famiglia subirà l’inevitabile ma ho tanta paura per me. Tantissima. Ritorno nei ranghi. Mi sono dunque ritrovato sveglio e ho pensato che non ci sarebbe stato niente di male a farle fuori di casa, le quattro di mattina. Forse reggerei anch’io il colpo e non sono così vecchio e cadente come penso. Sono svincolato dalle emozioni, dovrei solo adottare una tattica che tenga libero il cervello e allora uscirei dal tunnel. Otto goccette hanno risolto tutto, anche oggi.

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