Doppia corazza

Sono convinto che questo diario raccolga tutti gli aspetti della mia complessa personalità. Nella sua essenza esso però si identifica con quello che più mi contraddistingue, cioè un innato masochismo. Ci si deve volere male abbastanza se con ostinazione si cerca il seguente obiettivo quotidiano: evitare a tutti i costi che la giornata muoia senza aver lasciato una traccia che la distingua da quella precedente e dalle altre che seguiranno. Non solo un obiettivo un po’ folle ma una tecnica sempre più affinata per non cadere nella trappola del tempo. Se si accetta l’idea che le giornate sono tutte uguali e che l’unico desiderio è quello di arrivare all’agognato Venerdì, tutto o quasi sfuggirà alla nostra attenzione; un’altra settimana incontrollabile e cosa avremo da dire al riguardo? Come dicevo si tratta di un folle disegno ma alla fine di ogni giorno, sono convinto si possa trovare un piccolo spunto, una sfumatura che ci convinca di averlo vissuto. Non è altro che l’improbo tentativo di attribuire un senso ad un susseguirsi di eventi che si sottraggono a questa possibilità; e non chiedetemi perché io (come altri) ci siamo presi carico di partecipare a questo gioco. Nel mio caso potrei parlare di dipendenza generata da un enorme bisogno di parlare, di confrontarmi, di credere che tutto ciò che accade è solo un contorno e noi possiamo realmente provare a capirci qualcosa. Non è voler sfidare il destino, ma nemmeno accettare a testa bassa di esserne vittime predestinate. Le parole sono il mio ossigeno. Di questi tempi non riesco ad osservare, ho quasi la sensazione che le carrozze su cui viaggio ( metro o treno ) siano vuote. Mi sento solo in mezzo a tanti e riesco a non farmi condizionare da ciò che accade. Ne beneficiano le otto ore di lavoro: in ufficio è tempo di grandi movimenti, gente che va e gente che viene; quasi sempre gli ultimi arrivati sono quelli che più alzano la voce dettando piccole o grandi condizioni. “Ma chi siete?”, mi verrebbe da dire. Per mia fortuna ho altro per la testa a cui pensare rispetto alle dinamiche demoniache di chi fa dell’ufficio, il palco per mettere a nudo tutte le proprie lacune a livello caratteriale e di personalità. Problemi loro. Tutta questa mia forza mentale è indubbiamente un carico di energia destinato prima o poi a dover scoppiare, ma della mia fragilità interiore ora non so che farmene. La corazza, una volta tanto non può essere solo corpo, ma testa e cuore nel senso di passione, forza e determinazione. Sono a galla, ancora respiro.

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