Coraggio e certezza

Due, solo due ostacoli da superare e poi la vita potrà cambiare, mi librerò in volo come un gabbiano e all’occorrenza lascerò che le mie deiezioni colpiscano chi merita. Due. Coraggio è un termine dal suono quasi onomatopeico, che al solo pronunciarlo faccio fatica. Concettualmente ha un peso che spezzerebbe una montagna in due. Coraggio dunque scelta dunque rischio. Dunque reale possibilità di volare. E le deiezioni, sai che soddisfazione! Coraggio è riuscire a dimenticare lo stato di cose con la convinzione di abbandonarlo se non definitivamente, quel tanto che basta per dire : “Ho vissuto, cazzo se ho vissuto”. Magicamente si dissolveranno parole come noia, abitudine, routine. Cosa ci vuole? Coraggio. Staccherei quei piedi da terra ed il piombo che li tiene su questo luogo si trasformerà in piuma. Certezza. L’illusione è servita e l’inganno è presto trovato ma chi non ha coraggio non se ne accorge. Di certo non c’è che la morte ; nessun luogo, persona o rapporto d’amore è di per sé tanto certo da essere eterno. Quello che ho, vedo e di cui ora godo  è solo un rifugio mentale nel quale mi sono addormentato. Svegliarmi sarà dura se non capirò che posso stare bene altrove, con chi non so, anche da solo ma poco cambia. Serenità? Tranquillità interiore? Certezze convenzionali frutto di combinazioni a volte estemporanee e di breve durata. Dunque da vivere. E se è il caso di cambiare e cercarne altre, ovunque, sarà possibile. Coraggio, certezza, rischio, luogo sicuro. E intanto invecchio e resto bambino. Riempio questi fogli e mento a me stesso sapendo che non devo andare sulla luna, magari solo ad un isolato di distanza. Io e gli ostacoli, le mie paure ataviche che fanno di me un capitano tutt’altro che impavido, disposto a difendere un territorio più che se stesso, dagli attacchi del male. Mannaggia a me. Si chiama rischio e si dice “io c’ero” “io ci ho provato”. Ho occhi che sanno solo guardare a destra, a sinistra ma mai avanti a me; a volte basta alzarsi in punta di piedi e vedere ciò che solo la testa e le gabbie mentali non ti permettono di notare. Che disastro. Arrivano le voci e ti consigliano di darti una mossa, il mondo cambia se almeno provi a dargli una pennellata di nuovo. Mannaggia a me.

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