Il mare intorno

Il mare era meravigliosamente calmo e di un turchese intenso. Io lo potevo osservare da un punto di vista tanto insolito quanto privilegiato: un passaggio, forse un sentiero ma il mare era lì, come se riuscissi a camminarci sopra. Neanche l’ombra di qualcuno a disturbare tanta calma, ed io che ad un certo punto mi sono ritrovato in acqua. La nuotata era dolce, compassata ed armonica, avevo la sensazione di dominare lo spazio intorno, di poter rimanere lì per l’eternità senza correre il rischio di essere svegliato. Purtroppo però la sveglia biologica aveva la meglio sul sogno e sulla bellezza dei pensieri che aveva regalato a questa mente, devastata da una settimana ( facciamo due ) assolutamente intensa. Questa mattina calzando i jeans mi sono accorto che scivolavano paurosamente verso il basso e persino la pancetta era scomparsa. Sono i segni dello stress, oltre al viso tirato, le occhiaie e l’espressione assente. Ho deciso di massacrarmi in palestra e lo farò anche domani. Sto prendendo abitudini diverse, magari sciocchezze ma sempre nell’intento di migliorare la situazione. Sebbene non sembri, mi faccio in quattro per sopravvivere attraverso piccoli spostamenti all’interno della macchina delle abitudini. Qualcosa che mi tenga a galla. Ora non devo prendere in odio il posto di lavoro e non devo avere contrazioni allo stomaco quando apro la porta dell’ufficio. Sarebbe un guaio aggiungere frustrazione alla frustrazione, sarebbe come attendere la fine preparando il terreno perché ciò avvenga prima possibile. Oggi pensavo all’inutilità delle vacanze. Non tanto per il fatto che anche loro hanno un tempo ed il tempo ci prende per i fondelli. Ci riflettevo su nel senso che quando per te il tempo non ha più sfumature poco importa come lo vivi con chi e dove. Se sei bravo a goderne il momento tutto bene, altrimenti col senno di poi hai perso ancora tempo. Sto andando verso la concezione che è meglio non sprecare occasioni e puntare sulle possibilità vere, serie, e sulle persone che possono darti vero appoggio. Altrimenti, meglio soli. Ad esempio: vi è mai capitato di avere a che fare con gente che prima vi lascia a piedi pensando ai propri interessi poi, dopo che ha goduto torna a preoccuparsi per voi, lasciandovi un contentino di attenzione? Che a me sa tanto di presa per il culo ( un’altra volta ). Non mi capacito di certi comportamenti e della mia rassegnazione che ha preso il posto della rabbia. Non riesco più a dire in faccia ciò che penso, magari qualche battuta al veleno. La gente continua a fare i propri interessi. E allora perché mi cerca? Perché non ha la più pallida idea di chi sono e cosa sento. Voglio di nuovo il mare. E dominare il mondo intorno a me.

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