Antiche tradizioni

Il ritorno seppur temporaneo ad una vita normale, ai ritmi umani di un tempo neanche poi tanto lontano è piacevole. Ti ritrovi vecchio rispetto ad allora, i tuoi genitori tengono duro, ma non sono più gli stessi. A non essere però affatto cambiata è la quotidianità ed il sentimento che l’ha sempre permeata, all’interno di queste quattro mura. Dinamiche, discorsi, litigi, solidarietà, profonde diversità miste ad empatie assolute: noi siamo e resteremo una famiglia come altre ma, dal punto di vista di chi scrive una famiglia da ricordare. Siamo tutti vivi e vegeti ma la mia premessa ( me ne sono accorto scrivendo ) assomiglia ad un epitaffio, niente a che vedere con un incipit. I giorni che spezzano lo tsunami della nuova quotidianità, quella di Enzo adulto, non sono meritevoli di grande considerazione.; perché chi scrive è cresciuto non solo anagraficamente ma anche di testa. Ed è diventato assai pretenzioso, ritenendo che ogni giorno gli debba trasmettere qualcosa, rappresentare il senso della sua presenza su questa Terra. E quando lo tsunami passa, Enzo non ha più niente da dire. Eppure l’emozione c’è ma non si vede e non si legge perché mi riesce difficile trasmetterla; di certo i ritorni alla vecchia vita di casa lasciano un po’ di amaro in bocca. Restano ancora oggi (sarà dura liberarsene) le vecchie confessioni con mamma, le mattine a colazione a cercar di capire dove andare e cosa aspettarmi dalla vita. Si proprio lei, la vita che nel frattempo mi ha già sorpassato. E io non me ne sono accorto. Chissà se il fatto di aver conservato momenti della vecchia quotidianità suona romantico o rappresenta semplicemente il segno di una maturazione mai avvenuta. E’ una domanda stupida se consideriamo quanto rari siano gli attimi veri della nostra disastrosa esistenza. Solo corse, scartoffie, rapporti superficiali. Se sono qui, per l’ennesima volta a raccontare qualcosa, significa che non sono solo una stazione, un treno, i viaggi, le pratiche o lo sportello a dettare le regole. Forse mi posso permettere di vivere ancora qualche emozione, pur nella quotidianità riciclata delle quattro mura. Non posso svilire questi momenti o regredirli al rango di anomali silenzi all’interno di una vita all’insegna del caos. Ero tentato di non scrivere nulla partendo dal presupposto che nulla avrei da dire se venissi privato del mio mondo parallelo. Riconosco di non essere stato in grado di separare i due universi, oppure di rendi complementari nel senso buono, salvandone i rispettivi aspetti positivi. Pazienza, mi rimane il sentimento unico di casa, le voci, le colazioni con mamma. Non è poco, e me lo godo. Poco conta se non ho trasmesso nulla, oggi sono egoista e trattengo tutto per me.

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