Che sarà mai

La riflessione di stasera nasce da una pizza mancata. Ma cosa ci sarà mai in una serata che salta, proprio in un Sabato sera che si allunga di un’ora rispetto al solito. E che mai sarà se oggi è il terzo dei quattro giorni di vacanza che passo a casa? Non è niente, nulla di preoccupante. La riflessione parte dalle reazioni che spesso consentono di leggere molto bene lo stato d’animo di chi scrive ed il contesto che vive. Tutto come previsto e forse, sperato. La pizza mancata che non era poi così tanto voluta, ecco servito il Sabato sera. Tutto nella norma ed è qui che parte la considerazione: non è successo nulla perché nulla doveva accadere e nulla avrebbe cambiato le cose. Rebus sic stantibus. La reazione è stata quasi di sollievo all’idea di concedermi ore di sonno in più e la possibilità di accumulare forze ed energie; tutto molto stupido, irrazionale e ipocrita. Il dato di fatto è che non esco più e sempre più sento l’imbarazzo all’idea di ritornare nel mondo che vive una vita oltre il lavoro. Ipocrita la considerazione dello stile di vita che induce e determina un altro stile di vita, praticamente nullo o quasi. Una pizza che salta ed una serata che non sarebbe stata comunque diversa; probabilmente mi sarei ritrovato tra qualche ora nuovamente qui, raccontando che avrei fatto meglio a stare a casa. Ma cosa vuol dire tutto questo? C’è poco da girarci intorno perché l’argomento è stato trito e ritrito; ho solo colto l’occasione per scrivere due righe ma niente che non sia ancora stato detto. Certo non sono di legno e ci resto male: non per la pizza, né per la mancata compagnia. Mi affligge l’idea che questo ho e questo mi devo tenere e che al momento nulla è cambiabile. Già più volte ho sostenuto di aspettare il mio tempo; forse non arriverà mai, forse è un modo per auto-convincermi che non può piovere per sempre. Sono lontanissimo dagli articoli disperati in cui lamentavo le assenze e mi deprimevo all’ombra di un virtuale che non capiva la mia situazione. Lontano chilometri. E’ una riflessione pacata appannata solo da un velo di malinconia che ti prende quando pensi a chi sei, alle tue mille facce e potenzialità, quotidianamente frustrate. Ho cercato di mantenere un tenore di scrittura equilibrato e sopportabile, senza cadere nella trappola della nenia del Sabato sera. Anche la filosofia del “domani è un altro giorno” con la notte foriera dei suoi soliti consigli lascia il tempo che trova. Equilibrato, assertivo e rassegnato quanto basta, chiudo il capitolo odierno. Che pizza.

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