La voce della verità

A volte ascolto il passato e mi sembra di avere accanto quell’amico che tutti vorrebbero avere. Non dispensa parole o consigli di circostanza, né dice ciò che vorresti ti fosse detto. Al contrario, si limita a raccontarti i fatti, una lucida e dettagliata descrizione di come sono andate le cose, vivendole come tu le hai vissute, sentite, patite. L’empatia perfetta. Il passato è il nostro migliore amico perché rapportandoci con lui non abbiamo alcun secondo fine, non veniamo giudicati, siamo liberi di guardarlo negli occhi. E’ nostro e solo nostro. Quanti sforzi immani compiamo durante la nostra vita, infinite lotte alla ricerca del “compatibile”, della felicità vissuta a due cuori e quattro occhi. Ogni volta incontriamo un altro passato, un altro tesoro che non potrà mai essere nostro per quanto condiviso, mai sentito per quanto empaticamente vissuto. A volte ascolto il presente ma le sue parole mi sfuggono. Precipitano a terra appena provano ad attraversare l’aria, si dissolvono nel vento della frenesia e delle preoccupazioni. Il presente non è il mio migliore amico. E’ uno di quelli che non ti conosce perché ignora chi sei diventato e cosa ti ha plasmato. Ti invoglia ad agire, si ferma all’apparenza, è superficiale, istintivo. Il presente ha i suoi modi di fare colpevolizzanti, frustate per ciò che non sei, ti guardi intorno e ti senti peggiore di tutti. Non ascolto quasi mai il futuro perché ti imbottisce della più inebriante delle illusioni: la speranza. Ti acchiappa dal collo della camicia e prova a staccare da terra quei piedi che con tanta fatica, hai provato a lasciare lì , in quel posto sicuro. Il futuro non è un amico e nemmeno il peggiore dei nemici. Sono un uomo del passato nel passato, fuori dai contesti e dalla visione integralista del “carpe diem”. Ascolto il mio migliore amico e non credo sia tempo sprecato. Ogni giorno prova ad oliare i meccanismi di questo marchingegno infernale che sono diventato, mi sbatte in faccia l’onestà delle sue valutazioni senza mai invogliarmi a tornare indietro. Sono un uomo del passato nel passato ma con lo sguardo che sbircia a domani, nessuna illusione, solo tanta voglia di recuperare. A volte un libro aiuta, basta leggerlo con il cuore, avere voglia di sentirne l’autore, senza mai credere di avere imparato una lezione, solo uno sprone a migliorare. Avverto nelle mie parole l’idea di un equilibrio e di una dignità che cercano di riprendere il loro posto, gli antidoti miracolosi alla contaminazione generata dai rapporti . Voglio essere puro, andare oltre il giudizio, mostrarmi nudo, continuare ad essere unico. Ascolto il passato, lui sa dirmi cosa fare.

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2 comments

  1. Cara Affy,nel nostro passato spesso si nascondono eventi o situazioni a cui vorremmo dire : “Ce l’ho fatta”. Il presente però non medita vendetta, anzi spesso ti sbatte in faccia la realtà. Un abbraccio.

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  2. Anch’io vorrei avere un passato, non chiederei a lui consigli però mi piacerebbe dirgli soltanto che adesso la sento la neve nel cuore perchè nel mio presente ho un amico invisibile.
    E magari lui saprebbe cosa fare …
    Magari …
    Affy

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