Fotografie

Non sono più lo stesso. Si va bene, ma lo stesso di quando? Di quelle domeniche ai giardini pubblici, mano nella mano con papà? Delle estati a cavalcioni del nonno? Delle mie ginocchia sbucciate dopo una partita di calcio in cortile? Che ne so, cosa ne posso sapere. I ricordi lontani sono nient’altro che fotografie ingiallite, ciò che torna al cuore dopo quarant’anni non ha la stessa potenza devastante, quella prospettiva unica di una vita facile, senza responsabilità, piena di giochi e felicità. Di sicuro non sono più quello. Non sono più lo stesso di quando dentro il corpo esile, quasi sofferente, lasciavo ancora che i pensieri si muovessero liberamente, mano fuori dal finestrino e la musica a palla. Le fotografie lasciano posto alle sensazioni, ricordi più vivi, percezioni che dopo anni ritornano con la stessa intensità. Improvvisamente le distanze si accorciano, un tuffo al cuore e la consapevolezza di essere sempre stato un uomo pensante, tendente allo stato depressivo ma senza una corazza da utilizzare all’occorrenza. E allora andiamo a crearcela questa bella armatura, la fatica sarà ripagata. Creiamocela con le pressioni, le delusioni, gli atteggiamenti colpevolizzanti, la falsa convinzione di essere un fallito. E mentre sei impegnato a lavorare su ciò che crederai di essere, non ti accorgi che i pensieri cominciano ad occupare tutti i posti liberi, e gli altri stanno in piedi e poi altri si avvicinano e nessuno più scende. Tutti lì, in attesa di quella stazione che mai arriverà. Eccolo lì l’uomo che lavora ancora sul corpo e sulle maschere, vivendo nella finzione più autentica, compresso tra i desideri frustrati ed una realtà che lo sta schiacciando. Quindi non sono cambiato? Era già tutto lì e aspettava soltanto di emergere? E questo blog ? Non è forse l’ultimo dei mali che mi sto arrecando? Un alibi? Mi chiudo nel cesso, chiamo mamma, non so da dove cominciare ma so che lei mi ascolta. Poco importa se sono anche un po’ lei, il suo buonismo, la sua disponibilità. Sono stufo sai? E’ da Settembre che va avanti, che tutto mi gira contro e qualcuno si è pure permesso di dirmi che sono fuori di testa, che non posso pretendere. Cosa posso fare per dire che non voglio costringere nessuno ma che nessuno può deridermi. Mamma ora devo andare. Passa la rabbia, domani sei di nuovo tu, a volte la compagnia peggiore che si possa avere. L’uomo che non vorresti essere, quei si e quella soggezione che ti fanno bambino. Ma sono solo fotografie ingiallite.

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