Farmaci miracolosi

Il sole ha sempre il potere di predispormi al meglio anche quando la giornata inizia con i jeans che ti si strappano proprio lì ma ormai sei già sul treno. Le variazioni d’umore sono sempre più frequenti. Oggi mi sento come quello che ha spinto giù il mattone e si affida all’ironia e allo scherzo. Niente di forzato o represso, si tratta di un atteggiamento naturale che mi fa apparire (fin troppo) superficiale, e va bene così. Una delle poche domande alle quali non so dare una risposta è : “Perché mai ho scelto, oppure mi sono imposto, di passare per forza per pessimista, filosofo de no’altri o dispensatore di aforismi?” E soprattutto: “Perché devo necessariamente impostare discorsi o scritti (vedi blog) su toni pesanti? Chi mi conosce da tempo, soprattutto chi non mi conosce affatto come i colleghi di lavoro, mentirebbe dicendo che sono un musone. Amo ridere, farlo di me e della vita e questo è il mio farmaco miracoloso. Tutto quello che sono dentro emerge in superficie quando qualcuno mi guarda negli occhi. E gli occhi non tradiscono. A quel punto io parto e non mi fermo più. Scopri quanto è bello dire cazzate, sfornare aneddoti e fare del mio essere Fantozziano un vero e proprio stile di vita. Ma quanti ne ha salvati l’auto-ironia? Io ne sono la prova vivente, e su quel piatto della bilancia ne metto tanta a compensare le fasi di catastrofismo che mi portano pensieri più neri del nero. Ad essere retorici potrei dire che si trova sempre un motivo per sorridere, la ragione per dire che vale la pena vivere. E’ come quando inizi una raccolta di figurine e te ne manca una per completare l’album. Ricordo che mio padre mi dava cinquecento lire ripetendo che non era necessario comprare troppe bustine; se fossi stato fortunato la figurina mancante l’avrei trovata anche acquistando un solo pacchetto. E allora perché aumentare le probabilità? Ma dove vado a trovare il pacchetto giusto? E’ questione di luogo o circostanza favorevoli? Rimanendo a casa l’album non potrà mai essere completato, questo è chiaro. Oggi è la giornata del sole, dei jeans strappati proprio lì e delle metafore. Cosa non si fa per percepire la vita come molti fanno, senza perdersi per le strade contorte dei ragionamenti che portano sempre ad un muro, oltre il quale non è possibile andare. Oggi ci rido sopra, lascio a ciò che mi circonda di prendersi l’impegno di accettarmi come sono, invertendo le parti; per un giorno smetto i panni di quello che si deve adattare alla vita e mi faccio servire. Quel che sono non lo so, ma a volte c’è più gusto ad essere così, senza testa, senza cuore e solo istinto. Basta sorridere. Guarda cosa riesce a fare il sole.

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