Liberazione

Bravi. Immagino vi siate divertiti a Natale, avrete mangiato a più non posso. I soliti sorrisi e gli auguri, i regalini, i pensierini. Bravi bravi. Il mio Natale è stato diverso ma non frega a nessuno. L’ho vissuto in compagnia della persona che più di ogni altro mi è stata fedele per tutto l’anno, ormai agli sgoccioli. Io. Anche ieri e ieri l’altro ho urlato all’interno della stanza. Non mi ha sentito nessuno e ci credo: qualcuno è mai riuscito ad udire urla senza voce? Ho usato le parole scritte, ma nessuno aveva tempo di leggerle, oppure di interpretare i miei insoliti silenzi sulla piazza. Erano tutti impegnati, come faccio a non capirlo ancora che non sono l’unico essere vivente degno di considerazione sulla terra? Avete ragione, scusate. Mi lascio sempre prendere dall’invidia che nel mio caso è alimentata dall’odio. Mi sono tolto un bel dente. Dispiace enormemente aver trasmesso tristezza ai miei genitori proprio in questi giorni. Loro non hanno alcuna colpa, sono l’ultimo anello della catena. Bravi bravi. E adesso aspetterete con ansia la viglia del nuovo anno, giusto? Sto già pensando al momento più idiota della serata: quello in cui alzerete i calici dicendo “Cin cin!”. Tutte le sante volte, prima che il mio bicchiere sta per toccarne un altro, ho sempre lo stesso pensiero: “A cosa cazzo sto brindando?” Alla fine del solito anno di merda? E ci starebbe pure. Oppure ne sto accogliendo uno nuovo senza sapere cosa mi porterà? Poi mi siedo, qualcuno mi invita ad un trenino idiota e dopo mezz’ora sono già al punto di partenza. Odio il Capodanno al ristorante. Mi sono spesso ritrovato a tavola con persone sconosciute, quasi sempre coppie male assortite o pervertite. Nessun discorso se non i soliti argomenti di lavoro oppure accesi dibattimenti sull’andamento della propria squadra di calcio. Beh, anch’io comunque ci metto del mio: ma cosa si può pretendere all’ultimo dell’anno, di parlare di atomo? La compagnia fa sempre la differenza, rende anche il più insulso dei luoghi, del tutto marginale al contesto, se vero e realmente felice. Macché. Non sia mai da queste parti: il mio trentuno dicembre si è ripetuto tale e quale in modo seriale, come una fotocopiatrice dimenticata accesa con cento copie in canna. Il Capodanno è il male minore. Mi sforzerò di essere coerente e di non cadere nella trappola di essere spinto con la forza all’interno di qualcosa di alieno. Non mi sono dimenticato i buoni propositi. Di solito è materia di quelli che durante l’anno non si chiedono più di un perché al mese e non riescono a spiegarsi come mai le cose sono andate in un certo modo. Io lo faccio quotidianamente per cui so bene cosa voglio e cosa no. Non aspetto un Mercoledì qualsiasi per chiedermelo, vi pare?

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