Acqua pulita

I miei propositi di apertura già vacillano? Ma no, almeno lo spero. Probabilmente stamattina mi sono svegliato con il piede sbagliato. Eppure è Venerdì. Credo sia questione di scorie, di ultimi parassiti che faccio più fatica a debellare. La famosa piantina da irrigare con acqua pulita: vi ricordate? Sto depurando l’acqua e non è cosa facile liberarsi definitivamente di certe presenze che ancora stanno lì, anche solo in una rubrica telefonica oppure in qualche elenco. Non è sufficiente premere il tasto “elimina”, bisogna puntare avanti ed impedire alla testa e al cuore di guardare al passato, in alcuni casi molto recente. Quindi non ho motivo di preoccuparmi. Non posso ottenere tutto e subito, quando finalmente l’acqua sarà pulita la mia piantina crescerà forte e rigogliosa. Ancora tendo a generalizzare e porto con me una visione integralista ( in negativo ) delle persone e dei rapporti . Si tratta di una tendenza frutto di pregiudizi generati da esperienze; si sente che sono ferito, che ho ancora i piedi ancorati al terreno. La gente è comunque provocatrice. I rimasugli si ostinano in prediche e in una ipocrita opera di redenzione come se il male fossi io: non collabori, non stimoli, non mostri entusiasmo. Tutto falso. E’ lo strumento che è sbagliato. Dovrebbero avere capito che non ho alcuna intenzione di costruire ipotetici rapporti di amicizia sfruttando i mezzi oggi più in voga, come la messaggistica. Sono un romantico che lotta contro il tempo. E ho bisogno di tempo nonostante tutto: una email, una telefonata, la voglia di approfondire. Invece mi ritrovo ad inviare un semplice “Come stai?” e ad ottenere risposte magari due giorni dopo e giustificazioni del tipo: “Eh, ma non ho tempo”. E allora io sono prevenuto e credo siano tutte balle. Ora, liberarsi di questo contesto di idee, della congestione di persone che non meritano la mia considerazione ed il mio tempo. Depurare l’acqua e dare linfa alla piantina. Proseguo imperterrito sul cammino di rigenerazione mettendo in conto eventuali ostacoli e consapevole del fatto che il più pericoloso di questi sono io, con la mia ostinazione e la rabbia repressa. Le sensazioni non ingannano e spesso rivelano mille verità che spesso gli occhi e le parole non sono in grado di rivelare. Accogliamo il nuovo, ma che sia nuovo davvero, le minestre riscaldate non mi piacciono. E mentre ritrovo la pace del mio letto e della luce soffusa, mi lascio scappare un sorriso.

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