Gioco al massacro

I pensieri che mi accompagnano verso il mondo dei sogni sono sempre i più razionali della giornata; merito della serenità che ritrovo una volta sotto il piumone. Ultimamente i tempi sono ristretti e consentono abbozzi di ragionamenti, poi la stanchezza vince ed il mio cervello conquista un meritato riposo. A costo di essere ripetitivo, sono nel pieno di un regime di vita sempre più vicino a quello dell’uomo normale; mi riferisco all’argomento della gestione dei rapporti. Questa serenità è un ottimo risultato sul quale mi sto cullando senza timore di ricadute e non nego che la cosa sta diventando piacevole. Sovrappongo a questo stato di cose, pensieri positivi, niente di eccezionale se non la prospettiva di diventare piacevole a me stesso e agli altri. Le ultime esperienze mi hanno visto sotto i riflettori di un giudizio, diventato ben presto pregiudizio. Voglio essere apprezzato e per farlo desidero trasmettere il meglio di me senza rinunciare alla mia autenticità. So di avere qualità che sono sconosciute solo perché non allenate, tenute a riposo in nome di un astio prevalente verso il mondo. Attenzione, sapete che scrivo ciò che sento nell’esatto momento in cui scrivo; domani potrei cambiare idea. A parte tutto, vorrei solo confidare nella durata di uno stato sufficiente a trasformarlo da sensazione a realtà conclamata. Ieri sera, appunto, pensavo ai giochi strani tra benessere del corpo e della mente. Interagiscono, ma non sempre sono uno la conseguenza dell’altro. Anzi, come capita di questi tempi, il corpo latita mentre il cervello vola. E che dire poi degli altri due mondi? Lavoro e mondo parallelo? Se la vita da pendolare scorre senza intoppi ci si mette il lavoro, se l’ufficio è tranquillo, prende il sopravvento il disagio della vita di viaggiatore. In conclusione, benedico la varietà di stati d’animo e di sensazioni che da sempre mi appartiene, come una campana di vetro che è poi il mio mondo. Una piccola dimensione nella quale trovo rifugio e riparo dalla grigia uniformità del quotidiano. Perdonatemi, chi mi legge, mi troverà ridondante nei concetti, nei termini ( non sono uno scrittore ) e nelle conclusioni sempre un po’ contraddittorie. Se mi aveste di fronte, forse non riuscirei a dire tutto questo, anzi scoprireste una persona diversa, più incline a far quadrare i conti del giorno con un sorriso ed una battuta. Spaziare, attraversare tutte le mie personalità è un gioco al massacro. Ma il mio innato masochismo, lo rende piacevole.

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